Prima del Covid? Si lavorava meno. Questo è il paradosso delle agenzie di viaggio di Cesena. Secondo Roberto Albano di Travel Planet, le motivazioni sono strettamente legate alla fine della crisi: «La gente si è resa conto che quando si può viaggiare bisogna approfittarne, non si sa mai cosa potrebbe impedirlo in futuro».
Cesena, Medio Oriente e Asia tra le mete più gettonate per le vacanze
La concorrenza del web
I nuovi concorrenti sono i siti di prenotazione sul web: «I ragazzi vogliono prenotare online perché pensano di spendere meno, ma non si rendono conto di non avere accesso ai nostri stessi strumenti - sottolinea Roberto, che fa questo lavoro da più di 14 anni -. Prenotare un hotel a Parigi per la prima volta non è come farlo 50 volte al mese, perché dalla nostra abbiamo, oltre all’esperienza, l’appoggio dei servizi locali, le tutele assicurative e la possibilità di negoziare tariffe private, anche per i biglietti aerei transcontinentali».
La paura per la guerra
La grande sfida di quest’anno è stata il Medio Oriente. Ne sa qualcosa la travel designer Natascia Zito, di Naty per Viaggiare. «In quelle situazioni le agenzie di viaggio fanno la differenza: noi non abbiamo lasciato a piedi nessuno, abbiamo pensato a tutti. Un cliente con scalo a Dubai rimase bloccato alle Maldive e si fece una settimana di vacanza in più, senza pagare una lira».
Se per Natascia nel mediterraneo la Grecia la fa da padrona -«Ormai costa meno che la Sardegna» -, i clienti dell’omologa Gattinoni Travel preferiscono le mete nostrane: «Abbiamo più richiesta in seguito agli allarmismi primaverili, molti sono cauti all’idea di allontanarsi troppo da casa, specie in direzione est». Per quanto riguarda l’estero le mete più “calde” di quest’anno sono quelle del Nord Europa, tra cui spiccherebbero Regno Unito, Irlanda e paesi scandinavi.
In crescita l’Asia
Oltre alla sempreverde trinità delle mete oceaniche - Maldive, Caraibi, Seychelles - tutti e tre confermano una crescita di interesse per l’estremo oriente: «Anche qui la fine della pandemia è stata determinante - aggiunge Albano -. Il crollo dei prezzi in Cina l’ha resa nuovamente una meta popolare, insieme al Giappone, sempre più apprezzato per l’organizzazione e la puntualità che lo contraddistinguono».