Il migliore event manager dell’anno è cesenate. Marco Venturi, classe 1977, ha ricevuto il premio lunedì sera, nel Palazzo Mezzanotte a Milano, sede della Borsa italiana, durante il Gala finale degli Italian Mission Awards. È uno dei riconoscimenti più autorevoli in Italia per i professionisti del settore degli eventi, dell’ospitalità e del business travel.
«Questa ricompensa professionale è importante, ma non la vivo come una vetrina o punto di arrivo - racconta il manager - Lo considero un punto di ripartenza, uno sprono per fare sempre meglio».
Da tempo Marco ricopre la figura di “communication and event director”: «Mi occupo della gestione della comunicazione di un’azienda - riferisce -Ne curo il branding e l’immagine, con l’aiuto di un team di grafici, content creator, e altre figure simili». Ma soprattutto - continua - «organizzo convention aziendali, che coinvolgono da 3 fino a 6 mila persone. Mi interesso di tutte le parti del processo progettuale, cioè dalla ricerca della location alla definizione dei contratti, dalla vestizione alla definizione degli spazi, oltre a tutta la gestione tecnica, come l’allestimento».
In Italia ha organizzato eventi in diverse città tra cui Roma, Pesaro, Bologna e Rimini mentre all’estero si è reso protagonista a Dubai, Barcellona e Chisinau, capitale della Moldavia.
Dopo essersi laureato a Firenze in Architettura, è entrato nello studio Spadolini, dove disegnava barche. Dopo un anno e mezzo è tornato a Cesena per svolgere il servizio civile, e inizia a lavorare con suo padre, architetto anche lui. Poi arriva la chiamata della Technogym, che lo assume come “wellness designer”, ovvero colui che decide in che posizione allestire gli attrezzi all’interno della palestra. Al colosso del fitness rimane per 10 anni. Infine, dopo un paio di esperienze minori, comincia il percorso da comunicatore e organizzatore di eventi, prima a Roma e poi a Pisa, dove opera tuttora.
Nonostante tutti gli anni vissuti lontano da Cesena e i viaggi fatti per la sua professione, il legame con la sua città natale non si è indebolito, anzi, tutt’altro. «Io non riesco a non tornare a Cesena, è l’unico posto che considero casa». Marco infatti rientra ogni venerdì sera, per mantenere i legami che ha con amici e familiari, e per dedicarsi a un’altra passione, il teatro. L’esperienza quasi trentennale in questo campo, unita a quella relativa all’architettura gli permettono di svolgere il suo lavoro principale in maniera più semplice e naturale. «Quando entro nelle aree in cui devo organizzare gli eventi riesco facilmente ad analizzare e capire quali spazi sono adeguati per allestire il palco, le luci e le scenografie».
Infine, Venturi esprime un auspicio: «In futuro spero di tornare a casa, anche se non è facile per chi svolge questo tipo di lavoro. Ma nella vita mai dire mai».