Cesena, Macfrut sfida Madrid e Berlino e su cda della Fiera allargato e Growtech si accende lo scontro politico

Cesena

Aveva già espresso le sue perplessità con un’interpellanza alla Giunta e anche ieri, in Consiglio comunale, Fratelli d’Italia non ha voluto esimersi dal manifestare dubbi sul futuro del rapporto fra Amministrazione e Cesena Fiera Spa e sulle prospettive per Macfrut. Dichiaratosi all’oscuro delle reali ragioni, il principale partito d’opposizione ha fornito al Consiglio comunale una doppia interpretazione delle motivazioni che avrebbero indotto il direttivo della società partecipata ad avanzare un’istanza per allargare il cda. La tesi di Fratelli d’Italia è la seguente: o l’attuale organigramma non è in grado di gestire le complessità imminenti oppure si sta guardando a nuovi e più ampi orizzonti che necessitano una maggiore presenza, «di cui vorremmo conoscere gli elementi fondanti per far parte della discussione come richiede una democrazia», hanno ammonito gli esponenti di FdI.

La novità di “Growtech”

Poi i consiglieri della destra hanno spostato l’attenzione sull’edizione 2027 del Macfrut, che vedrà la manifestazione privata della parte del pre-raccolta, in quanto affidata a “Growtech Europe”. «La presidenza Piraccini – hanno ricordato – ha impresso alla manifestazione la natura di fiera di filiera, trasformando il Macfrut da sola fiera del post-raccolta a fiera anche del pre-raccolta. In una logica di coniugazione di tutto il processo produttivo. La prospettiva, oggi, ci dice che una parte della nostra conoscenza verrà gestita e coniugata da un altro soggetto».

Secca la replica difensiva del sindaco: «“Growtech – ha riportato – fa parte di Informa, gruppo fieristico con sede a Londra con un fatturato annuo di 5 milioni di sterline. È una partnership che porterà a Rimini buyer qualificati, conoscenze e frequentazioni di qualità per le imprese. Per volare in alto, servono queste relazioni».

Duello sui timonieri

Da queste osservazioni è scaturito un nuovo affondo sulla rottura con Renzo Piraccini. «Non è un segreto – ha affermato FdI – che l’idea del precedente presidente non piacesse all’Amministrazione. Pertanto, la soluzione è stata chiudere il rapporto».

Il sindaco Lattuca ha replicato con le argomentazioni già sostenute: «Nei 15 anni precedenti avevamo chiesto di cominciare a preparare i passaggi di consegne. Non è stato fatto». Poi ha rivolto in avanti lo sguardo: «Pertanto, almeno per il prossimo mandato triennale potrebbe rivelarsi utile coinvolgere nuovi componenti nel cda che possano rilevare il testimone e avviare una nuova fase».

A far discutere in queste settimane è stato anche il ruolo di Ieg (Italian Exhibition Group), l’ente che gestisce il polo fieristico di Rimini. “Cesena siamo noi” ha paventato che potrebbe rafforzare la sua presenza nella governance del Macfrut. Un’ipotesi che non preoccupa il Pd: «Lavorare con uno dei migliori enti fieristici di Italia è un valore aggiunto». Poi, sui nuovi scenari: «Parliamo della più grande fiera mondiale del pre-raccolta, che ad Antalya in Turchia ha 60mila metri quadrati di esposizione decide di organizzare la sua edizione europea a Rimini insieme al Macfrut».

Fra le opposizioni resta la preoccupazione che il Macfrut possa essere “fagocitato” da altre realtà: pertanto, hanno chiesto «ulteriori approfondimenti e un incontro col presidente».

Il futuro di Macfrut

Garantire maggiore pluralismo per imprimere l’impulso decisivo verso un’apertura internazionale del Macfrut. Ferma la ricordata facoltà dei soci di cambiare, a scadenza di mandato, il numero dei membri del consiglio di amministrazione, sarebbe questa la ragione della richiesta del cda di Cesena Fiera Spa di aumentare da 7 a 9 il numero dei consiglieri. A spiegarlo, con un lungo intervento in un Consiglio comunale in cui la maggioranza ha autorizzato l’istanza conferendo voto positivo alla delibera (le opposizioni si sono astenute, ndr), è stato il sindaco Enzo Lattuca.

«L’anima principale di Cesena Fiera – ha esordito – è il Macfrut. Un evento che caratterizza il 90% delle attività del polo fieristico della città e della società. Macfrut. Un evento corale che prova a mettere insieme figure che rappresentano le diverse fasi della filiera ortofrutticola. Questa caratteristica ha permesso che si affermasse quale principale fiera del comparto in Italia».

Dietro il primato nazionale si celerebbe l’obiettivo finale cui tende la richiesta del cda. «Dalla dimensione Italia, Macfrut ambisce oggi a proiettarsi su scala mondiale – ha dichiarato il sindaco – per avviare un processo di competizione con le due maggiori fiere europee di Berlino e Madrid. Quelli devono essere i nostri modelli».

L’idea di fondo è che per raggiungere certe carature debba esserci una rappresentanza ad ampio spettro. «Anche il cda di Macfrut è composto da più figure – ha aggiunto Lattuca – per dare coralità a questo disegno. La stessa Cesena Fiera Spa contempla una varietà di soci, di cui il Comune è il riferimento, ma comprende l’insieme della filiera».

Il primo cittadino ha avanzato anche critiche sui trascorsi della società: «Negli ultimi 15 anni l’apertura e il coinvolgimento degli operatori del settore a livello nazionale non è stato di certo un punto di forza. Invece, dobbiamo far capire che questa è la filiera di tutti gli addetti italiani, non dei soli cesenati. E questo scopo si realizza anche con l’apertura a nuovi membri del cda».

Lattuca ha poi lanciato un amo alla società. «Vorremmo che la nostra partecipata diventasse un soggetto che insieme all’Amministrazione e alla comunità animasse Cesena, dal quartiere fieristico al centro storico. Non abbiamo mai chiesto la divisione degli utili – ha assicurato – proprio per consentire alla società, a chi l’ha diretta e all’evento fieristico di avere tutte le carte possibili per giocarsi la sua partita. Oggi riteniamo che, grazie agli utili importanti maturati dalla società, quadruplicati negli ultimi dieci anni grazie allo spostamento del Macfrut a Rimini, ci debba essere una restituzione alla città del valore del prodotto».

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