Nella conferenza delle Regioni, svolta due giorni fa a Roma, in merito al provvedimento del Governo relativo alla riclassificazione dei Comuni montani, c’è stata la sorpresa che i comuni montani di Sogliano, Roncofreddo e Mercato Saraceno sono rimasti fuori.
Cesena, Legge Montagna: è scontro sulla riclassificazione. Protestano le sindache dei comuni esclusi
Sogliano insorge
«Dalla mancata intesa alla conferenza Stato Regioni – afferma la sindaca di Sogliano e presidente dell’Unione Rubicone e Mare, Tania Bocchini – arriva la notizia che un provvedimento del Governo toglie a Sogliano al Rubicone la qualifica di comune montano. La riclassificazione dei Comuni montani è una questione che riguarda il futuro dei nostri territori, le imprese, l’agricoltura, gli artigiani, chi tiene aperta un’attività nei nostri borghi, il riconoscimento di un lavoro quotidiano che tutela il territorio, previene il dissesto, mantiene vivi servizi di prossimità e garantisce cura, presidio, sicurezza. Per questo è fondamentale mantenere una coesione istituzionale ampia, senza mettere i territori uno contro l’altro e senza trasformare la montagna in terreno di scontro politico. Servono attenzione costante, risorse stabili e una visione condivisa per le aree di collina e montagna. Come sindaca continuerò a difendere Sogliano, chi ci vive e chi ci lavora, tenendo alta l’attenzione e chiedendo risposte concrete a chi è responsabile di queste politiche. La montagna non chiede privilegi. Chiede rispetto, riconoscimento e futuro».
Il Pd al fianco dei sindaci esclusi
«Quella del Governo sulla riclassificazione dei Comuni montani è una scelta sbagliata nel metodo e nel merito, che non rafforza la montagna ma la mette gli uni contro gli altri, senza portare risorse aggiuntive né soluzioni concrete». Così hanno protestato in Assemblea legislativa il capogruppo Pd, Paolo Calvano e i consiglieri regionali Daniele Valbonesi, Anna Fornili, Barbara Lori, Matteo Daffada, Alice Parma, Lodovico Albasi, Gian Carlo Muzzarelli e Fabrizio Castellari che aggiungono: «I criteri fissati dal Governo sono sbagliati nel metodo e nel merito. Per mesi si è alimentata una contrapposizione sterile tra Alpi e Appennino, tra Comuni di crinale e Comuni collinari, per spartire risorse scarse e ferme da anni. Un’operazione che definire una riforma è eccessivo».
«Criteri sbagliati»
«Nella nostra provincia, rimangono esclusi i comuni di Mercato Saraceno, Sogliano al Rubicone e Roncofreddo – rincara la consigliere regionale Francesca Lucchi –. Criteri sbagliati e risorse inadeguate che rischiano di indebolire territori fragili. Bene la scelta della Regione di intervenire con fondi propri. Una riforma che utilizza criteri riduttivi per definire la montanità, basandosi quasi su parametri altimetrici e ignorando elementi fondamentali come lo spopolamento, la fragilità dei servizi, le difficoltà di accesso e le condizioni socio-economiche dei territori. Invece l’Emilia-Romagna continuerà a fare la propria parte, come sempre ha fatto in sostituzione del Governo, difendendo i territori e lavorando per una montagna vissuta, sicura e con prospettive di futuro».