Cesena, le Cucine Popolari riaprono domani: 140 pasti giornalieri grazie al cuore d’oro di 200 volontari

Dopo circa 40 giorni di pausa estiva, riprende da domani l’attività delle Cucine Popolari. Il servizio continuerà ad essere garantito nei locali di via Machiavelli 40. Il format è sempre lo stesso: sei servizi settimanali (il martedì e il giovedì a pranzo; il lunedì, il mercoledì e il venerdì a cena; la domenica per la colazione, dalle 9 alle 11). Immutata anche la filosofia, riassumibile nel motto “mangia ciò che vuoi e dona ciò che puoi”: chi è in difficoltà ha un pasto gratis, gli altri si dovrebbero mettere una mano sul cuore e l’altra nel portafoglio e dare l’offerta che ritengono opportuna.

Quella che inizierà lunedì sarà la sesta stagione della odv cesenate, attualmente presieduta da Oriana Casadei. Una realtà unica nel suo genere (e anche per le sue peculiarità “rivoluzionarie” nell’andare oltre il concetto di carità e nel sapere vedere bisogni che vanno al di là di quelli meramente alimentari), che ha saputo rialzarsi dopo che i suoi locali sono stati sommersi dall’acqua del Savio esondato tre anni fa. Nell’autunno di quello stesso anno, pochi mesi dopo il disastro, il servizio ripartì. Adesso riempie quotidianamente stomaci e bisogno di socialità, ma anche di non nascondere ed emarginare i poveri, servendo pasti a una media di 140 frequentatori al giorno. Nei piatti in ceramica sono garantiti, primo, secondo, dolce o frutta. Uno splendido esempio di solidarietà ma anche di sete di giustizia sociale e tensione all’uguaglianza che è possibile grazie all’impegno dei circa 200 volontari. Con la decisiva collaborazione con piccole e grandi aziende del Cesenate che continuano a donare alimenti.

Quella che partirà domani potrebbe essere l’ultima stagione nella quale il servizio sarà garantito nei locali di via Machiavelli. Dovrebbe essere infatti imminente l’inizio dei lavori negli spazi dell’Hobby Terza Età, in viale Gramsci, nella zona dell’ippodromo. Prenderà forma lì la futura sede delle Cucine Popolari, che hanno compartecipato con una grossa somma alle spese per i lavori di ristrutturazione dell’immobile, danneggiato pesantemente dall’alluvione del maggio 2023. Quell’edificio, oltre che con l’associazione della terza età che ha lì la propria sede, sarà condiviso anche con Arci.

L’intenzione è quella di proseguire in ambienti più grandi, e che saranno anche più moderni di quelli attuali accanto alla casa di riposo “Don Baronio”, un’esperienza basata prevalentemente valori della sinistra e del cattolicesimo sociale più aperto (non a caso finiti spesso nel mirino delle forze politiche della destra locale), dando una risposta alle necessità di chi viene risucchiato in sacche di miseria purtroppo crescenti.

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