Cesena, la protesta degli agricoltori al casello. “L’accordo Mercosur danneggia l’Italia”

Un momento di protesta con trattori e striscioni per ribadire la centralità del mondo agricolo, sempre più bistrattato. Ieri gli agricoltori dell’associazione Agricoltori Attivi romagnoli Aps si sono ritrovati su un terreno adiacente al casello dell’autostrada di Cesena, in un terreno privato.

«Vogliamo attirare l’attenzione della gente, dei consumatori - spiega Germano Gabanini, presidente dell’associazione - perché ancora una volta la categoria degli agricoltori viene bistrattata. L’accordo dell’Unione europea con il Mercosur, vale a dire con il sud America, ci preoccupa. Un libero scambio con nazioni che hanno un costo di produzione molto inferiore al nostro, che hanno regole molto diverse e molto meno restrittive, non farà altro che danneggiare il mondo agricolo italiano, già alle prese con problemi di produzione, con prezzi bassi per molti prodotti, con la mancanza di principi attivi per contrastare malattie e insetti. Tutti questi accordi con aree di tutto il mondo - aggiunge Gabanini - porterà sulle nostre tavole derrate con meno controlli, coltivate o allevate senza i principi di tutela che vi sono in Europa, di certo il continente più restrittivo da questo punto di vista. In pratica, andiamo a farci del male da soli perché abbiamo leggi stringenti a casa nostra, che possono pure starci bene, ma poi andiamo a importare carne, vino, miele, frutta e verdura da altre nazioni dove non hanno gli obblighi che abbiamo noi. Che senso ha tutto ciò, se non fare fallire le piccole e medie aziende italiane ed eliminare la nostra agricoltura?».

Il presidio, anche a causa del meteo, si è concluso venerdì e non si terrà oggi, come inizialmente previsto. «Un’altra cosa che ci preoccupa - precisa il presidente - è la riorganizzazione, o meglio declassamento, delle Comunità Montane. Il rischio è che si tratti dell’anticamera di un abbandono di zone già di per sé disagiate, dove vivere e fare agricoltura talvolta è un atto di fede. Chiediamo invece che le zone montane siano al centro delle politiche di tutela: un territorio presidiato dagli agricoltori e con dei servizi ai cittadini è meno soggetto al rischio frane, alluvioni, spopolamento. Siamo concordi con la manifestazione avvenuta a Milano - conclude Gabanini - ma abbiamo voluto fare anche un presidio qui a Cesena, perché il nostro tessuto agricolo sta andando in frantumi, eppure nessuno sembra preoccuparsene. Senza il lavoro degli agricoltori, viene a mancare la territorialità delle produzioni. Per questo vogliamo che ci sia più attenzione anche sul fronte dell’etichettatura dove siano chiaramente indicati i Paesi di origine delle materie prime, e non la nazione in cui avviene la trasformazione dei prodotti».

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