Cesena, la Polizia locale chiude il parcheggio in via Sobborgo Comandini: domani la pulizia dell’area

Cesena

«Situazione sicurissima, dentro non c’è più nessuno» ha dichiarato la polizia locale, che ieri mattina si è adoperata alla chiusura del parcheggio in Via Sobborgo Comandini, vista dell’operazione di pulitura di domani mattina. L’immobile, proprietà privata adibita all’uso pubblico, è da anni noto luogo di spaccio, abuso di sostanze e alcolici, bivacchi e episodi di violenza. Una situazione che si trascina da decenni, e a cui l’amministrazione ha deciso di mettere un freno entro tempi brevissimi. L’intervento di ieri mattina è infatti il primo passo dell’operazione che vuole ottenere la pulizia e la messa in sicurezza dell’intera area entro i cinque giorni imposti dal sindaco Enzo Lattuca. A farsene carico, sia economicamente che legalmente, Carlo Battistini, comproprietario accusato sempre dal Comune di non essersi fatto carico delle sue responsabilità.

Lo scetticismo dei vicini

«Era una situazione conosciuta – hanno aggiunto gli agenti – sapevamo che tipo di frequentazioni ci fossero nell’area e abbiamo già fatto diversi interventi qui dentro nel corso degli anni». Mentre gli agenti legano il nastro biancorosso e appendono i cartelli di divieto d’accesso, dall’altra sponda della strada si sono riuniti i residenti: «Non serviranno a molto, così come il cancello chiuso – commentano Daniele e Giancarlo – li abbiamo visti scavalcare innumerevoli volte, spesso si portano dall’altra parte anche bici e motorini, è solo questione di tempo prima che ritornino».

All’intervento della Polizia locale molti rispondono con scetticismo: «Qui adesso si dispone e si provvede, ma sono anni che è così. Entra gente che addosso ha solo le mutande, non saranno due cartelli e un metro di nastro a fermarli».

Le difficoltà nel garantire la sicurezza nascono dalla natura legale ibrida dell’immobile: «Il parcheggio è ad uso pubblico, ma la proprietà è privata, e per ogni intervento deve arrivare la denuncia prima che si possa intervenire – spiegano gli agenti all’opera –. Se fosse suolo pubblico si potrebbe procedere d’ufficio, senza problemi».

Avvocato al lavoro

Intanto, dietro le quinte, l’avvocato Oberdan Iacconi si sta facendo in quattro. Al suo cliente, uno dei proprietari del complesso, era stato imposto lo sgombero e la pulizia della proprietà entro 5 giorni: «Ce la faremo, verrà una società di Hera venerdì mattina, affiancata dalla Polizia locale – dice il legale –. Gran parte del mio lavoro adesso è dimostrare al Comune come il mio cliente sia impossibilitato a soddisfare le loro richieste».

Paradossalmente questo permette di accelerare i lavori: «Hera mi aveva dato disponibilità non prima di fine mese, e io ho riferito al Comune. Poco dopo, come per magia, Hera ha dato disponibilità per intervenire entro la fine della settimana. Ma non sarà l’ultima volta – sottolinea Iacconi, concordando con il vicinato – alla fine il provvedimento non dà nessuna garanzia a lungo termine. O si trova un accordo con l’amministrazione o andremo avanti in eterno. Intanto il mio cliente paga l’intervento, circa 1.500 euro, secondo la stima di Hera».

La convenzione

L’avvocato sta anche riesaminando la vecchia convenzione con il Comune, che sarebbe la causa principe delle difficoltà legali dei Battistini. Rispetto alle dichiarazioni del cliente precisa: «La convenzione non è scaduta, anzi, durerà fino al 2050. È stata fatta alla buona, come molte cose 40 anni fa, e determina la responsabilità legale di Battistini, il Comune su questo non sbaglia. Ciò che non è stato detto, però, è che i tentativi da parte nostra di collaborare con l’amministrazione (anche con una donazione della proprietà, aveva sottolineato Battistini, ndr) sono stati innumerevoli. Sono 5 anni che vado in Comune e mando le pec, ma nulla si è risolto. Speriamo che il polverone mediatico possa portare a un nuovo tavolo di trattative, noi ci siamo e puntiamo su questo»

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