Cesena, la parrocchia di San Bartolo si trasforma in Centro di spiritualità mariana con le monache delle cinque pietre

Una storica parrocchia alle porte del centro storico sta per voltare pagina, lasciando spazio a un Centro di spiritualità mariano, che potrà contare su un monaco, tre monache e un sacerdote. La grande svolta riguarda San Bartolo, che ha la propria chiesa in via Subborgo Federico Comandini, costruita tra il 1835 e il 1839, su progetto di Antoli, ma sorta su un edificio sacro molto più antico, che risale al 1290. La parrocchia, che dal 2012 è retta da don Agostino Galassi, ormai non lontano dall’età del collocamento a riposo, sconta da qualche tempo gli effetti di un inverno demografico sempre più gelido. Al punto che dall’anno scorso non è più attiva neppure l’attività del catechismo per bambini e ragazzi, in preparazione ai sacramenti della comunione e della cresima. Questo il quadro in cui sta prendendo forma una metamorfosi con ben pochi precedenti: la creazione, al posto della tradizionale parrocchia, di un Centro di spiritualità in mano a una giovane comunità religiosa che si metterebbe al servizio dell’intera Diocesi. Si tratta della Comunità mariana “Le cinque pietre”. L’arcivescovo Giuseppe Antonio Caiazzo ne ha dato notizia in una lettera inviata nei giorni scorsi ai sacerdoti, ai religiosi e ai diacono in vista delle nuove nomine. Una lettera in cui evidenzia tra l’altro le difficoltà create dal numero sempre più striminzito di sacerdoti a disposizione. Anche in questa ottica va letta la sua soddisfazione per le nuove prospettive che si sono aperte per San Bartolo, che fa parte dell’Unità parrocchiale Centro urbano, insieme al duomo, a San Domenico, all’Osservanza e a San Giovanni Bono.

La comunità mariana in arrivo

La Famiglia mariana delle cinque pietre è una comunità religiosa cattolica composta da frati e suore di Maria, oltre che da un movimento di laici. È stata fondata il 29 novembre 2003 da padre Giovanni dell’Immacolata e si caratterizza per una vita sia contemplativa che attiva. Il suo nome deriva dalle cinque pietre spirituali, ispirate ai cinque sassi usati da Davide contro Golia e richiamate dai messaggi di Medjugorje, che sono i pilastri della regola di questa comunità: eucaristia, preghiera (e in particolare il rosario), Bibbia, digiuno e confessione. Evangelizzazione anche digitale e canti e musica sono alcuni suoi punti di forza. Oltre che in territori in Italia come Palermo, Crotone (il luogo dove nel 1956 è nato l’arcivescovo Caiazzo, precisamente a Isola di Capo Rizzuto, e dove nel 1981 è stato ordinato presbitero) e Viterbo, i monaci e le monache delle cinque pietre operano anche in una missione peruviana presso comunità fluviali del Paese sudamericano.

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