Cesena, la montagna diventa accessibile a tutti grazie alle carrozzine del Cai

Cesena

Una montagna senza barriere, accessibile anche a chi, senza un aiuto, difficilmente potrebbe percorrerne i sentieri. Con questo spirito, da anni, il Cai di Cesena porta avanti il progetto di “montagnaterapia”, accompagnando persone con disabilità fisiche e psichiche durante escursioni e camminate grazie all’utilizzo di speciali carrozzine.

Un’attività che nei giorni scorsi ha portato la sezione cesenate fino a Polsa di Brentonico, vicino a Rovereto, per partecipare al sesto raduno di escursionismo adattato, organizzato dalla Sat di Trento. L’appuntamento ha riunito circa 300 persone tra partecipanti con disabilità e accompagnatori, provenienti da 28 sezioni del Cai, con una trentina di carrozzine speciali Joëlette.

Insieme per sette chilometri

Domenica scorsa il gruppo ha affrontato un percorso di sette chilometri e circa 300 metri di dislivello, pensato per consentire la partecipazione anche delle persone trasportate sulle carrozzine.

Da Cesena sono partiti 13 soci. Il gruppo aveva con sé tre carrozzine per adulti e una per bambini, mettendo quelle non utilizzate a disposizione delle altre sezioni presenti.

«Si crea sempre una forte condivisione tra le persone trasportate e chi le accompagna – racconta il presidente del Cai Cesena Gino Caimmi –. Non è soltanto una camminata: si vive insieme la montagna e si permette a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a farlo di partecipare alla stessa esperienza degli altri».

Due uscite al mese

A Cesena questo impegno non si limita al raduno annuale. Il gruppo di montagnaterapia conta abitualmente tra i 50 e i 60 partecipanti, all’interno di una sezione Cai che raggiunge complessivamente circa 1.280 soci.

A disposizione ci sono cinque carrozzine speciali, tre elettroassistite per adulti e due per bambini, arrivate negli anni grazie alle donazioni di associazioni e aziende. Con queste vengono organizzate almeno due uscite al mese. Non sempre la destinazione è la montagna: il gruppo partecipa anche a camminate solidali e iniziative sul territorio, portando con sé le carrozzine e offrendo così la possibilità di prendervi parte anche alle persone con disabilità.

Un’eredità inclusiva

All’origine della montagnaterapia c’è l’idea di Diego Brighi, portata avanti insieme alla moglie Carla e successivamente sviluppata all’interno del Cai esenate. Il gruppo di montagnaterapia continua oggi l’attività anche nel suo ricordo, seguendo quella che era stata fin dall’inizio l’intenzione del progetto: fare in modo che la montagna possa essere un’esperienza da vivere insieme, senza lasciare indietro nessuno.

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