Cesena, la lista di Tortora ribalta il destino del Cda di Monte dei Paschi

Cesena
  • 17 aprile 2026

C’è la mano cesenate di Pierluigi Tortora in quello che i media di tutta Italia hanno raccontato come il “ribaltone”. L’assemblea di Monte dei Paschi di Siena riunita per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione sembrava avere un destino già scritto che in otto lunghissime ore di discussione Tortora e la lista che aveva presentato con la sua Plt Holding hanno completamente sovvertito. Partita dall’1,2% dei consensi, all’esito della votazione, a fine riunione, ha ottenuto il 49,95%, battendo la lista super favorita alla vigilia del Cda uscente promossa dal socio Francesco Gaetano Caltagirone (13,5%).

Il ritorno di Luigi Lovaglio, l’ex amministratore delegato licenziato alcune settimane fa, era la scommessa su cui ha scelto di investire Tortora. Dopo mesi di tensione con i consiglieri del Cda uscente che non lo aveva ricandidato, la rottura definitiva arrivò proprio per la scelta di accettare la candidatura nella lista rivale presentata dalla Plt Holding.

Una scommessa quella della Plt Holding che ha saputo costruire un consenso ampio oltre le aspettative. Se Lovaglio tornerà al suo ruolo lo si deve infatti al sostegno decisivo arrivato da Delfin che con il 17,5% è il primo socio , e di Banco Bpm (3,7%). Al momento del voto quella che sembrava una lista relegata al ruolo di comparsa aveva invece saputo convincere il 32,4% del capitale, quasi metà del 65% presente, ottenendo così otto dei quindici consiglieri che compongono il consiglio di amministrazione.

Azionisti di Plt Holding sono lo stesso Tortora con il 25,9%, la moglie Elisabetta con il 17% e la figlia Eleonora con il 50,9%, mentre una piccola quota dell’1,5% è di Carlo Corradini, banchiere di lungo corso. La holding è attiva nell’industria con Plt Energia, nell’immobiliare con Plt Tower e nel 2024 è entrata nell’intelligenza artificiale firmando una partnership fra la controllata Plt Ai e la tedesca Blackwell Tech. Dal 2025 inoltre, il gruppo aveva chiuso un colpo nel settore enogastronomico molto rilanciato dai media con l’acquisizione dello storico ristorante “Al Caminetto” di Milano Marittima.

Un annetto fa Tortora e la sua Plt Holding erano di nuovo saliti agli onori delle cronache finanziarie nazionali perché tra i protagonisti della storica scalata di Mps su Mediobanca. Una storia che si lega a questa non solo perché Lovaglio era la guida e primo convinto sostenitore di quel progetto, ma anche perché fu lì che cominciò il dissidio con Caltagirone che poi si è evoluto fino al suo licenziamento.

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