Cesena, la guerra blocca tre amiche a Dubai per 7 giorni: ritorno dopo proteste sui social

«Non stiamo ricevendo assistenza in alcun modo dallo Stato italiano. Ci sentiamo abbandonate a noi stesse». Questo l’appello che era stato lanciato su Tik Tok da Valentina Ziulu, 23enne di Cesena, rimasta bloccata per giorni negli Emirati Arabi Uniti, durante uno scalo. Con lei Maeva Feola ed Elisa Boccaccini, entrambe 22enni, la prima di Cervia e la seconda di Cesenatico. Le tre ragazze sono rimaste ferme a Shraja, vicino a Dubai, dal 28 febbraio al 6 marzo, dopo un viaggio dallo Sri Lanka.

Una volta arrivate negli Emirati, il volo, a causa delle tensioni internazionali dell’ultimo periodo, non è partito e le tre ragazze, insieme a molti altri passeggeri, sono rimaste bloccate in aeroporto per diverse ore. Solo in serata la compagnia aerea ha provveduto a sistemarle in un hotel, dove hanno trascorso i giorni successivi in attesa di aggiornamenti sulla possibilità di rientrare.

L’odissea di Valentina, Maeva ed Elisa è continuata il 1° marzo, quando le giovani hanno iniziato a contattare i numeri messi a disposizione dallo Stato per i connazionali all’estero: Farnesina, consolato e unità di crisi. «Abbiamo provato a chiamare tutti i contatti indicati – raccontano – ma non abbiamo mai ricevuto risposta». A riuscire a mettersi in contatto con le istituzioni sono stati soltanto i genitori dall’Italia.

«L’unica cosa che ci veniva suggerita – spiegano – era spostarci in Oman per prendere voli verso l’Italia, ma tutto a nostre spese: volo e transfer. Parliamo di biglietti che costavano più di mille euro a persona». Le ragazze hanno provato a contattare la Farnesina anche tramite i social. «Su Instagram ci hanno risposto chiedendo nome, cognome e numero di telefono, ma poi non siamo mai state ricontattate».

La svolta è arrivata nelle primissime ore di ieri. «Alle due di notte, ora locale di Dubai, ci hanno chiamato dalla reception dell’hotel, dicendoci che avevamo finalmente un volo per tornare in Italia». Ma non tutte le persone rimaste bloccate hanno avuto la stessa fortuna. «Molti altri passeggeri si sono trovati nella nostra stessa situazione, alcuni anche peggio, perché hanno dovuto pagarsi vitto e alloggio». Tanto che, la sera precedente alla partenza, le tre ragazze erano ormai convinte di dover organizzare autonomamente il rientro. «Siamo andate a dormire pensando che il giorno dopo avremmo dovuto comprarci un volo per tornare a casa».

Dopo giorni di attesa e incertezza, ieri pomeriggio, per le tre giovani, il rientro a casa.

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