Cesena, la fondazione Nessun Dorma sostiene il personale medico: in produzione un film sulla loro vita lavorativa

Cesena

Tempi di attesa infiniti al pronto soccorso, visite specialistiche prenotate con prima data disponibile dopo mesi o anni, aumento dei costi dei medicinali e strutture in condizioni precarie. Quando si parla dello stato attuale della sanità pubblica, è ormai inevitabile che emergano questi argomenti. Ma ci si sofferma poco su chi davvero tiene in piedi il sistema: i medici, gli infermieri e tutto il personale che lavora ogni giorno e notte per curare i pazienti. Proprio per loro Stefano Menenti ha dato vita alla Fondazione Nessun dorma ets.

Lanciata nel 2023 e costituita formalmente nel marzo 2025, ha tra i suoi obiettivi principali quello di raccontare le vite di chi opera all’interno delle strutture sanitarie attraverso opere cinematografiche e letterarie. «È necessario cercare di trattenere il personale pubblico, e non farlo scappare verso il settore privato - dichiara Menenti - Abbiamo un patrimonio importante e non possiamo perderlo. Sono degli eroi, ma soprattutto credono in quello che fanno».

Originario di Roma, Menenti dal 1980 vive a Cesena. Nel 2021 scopre di avere un tumore al pancreas, e dopo l’operazione a Verona affronta il periodo di convalescenza tra Cesena e Meldola. Nel periodo di cura post intervento, da aprile del 2021 in poi, inizia ad essere seguito dall’oncologa Silvia Ruscelli. Poco più di un anno dopo, la dottoressa perde tragicamente la vita insieme al marito in un incidente stradale in provincia di Trento. La perdita scuote profondamente Menenti e lo spinge a costituire la Fondazione: «Grazie a lei ho capito quanto è importante la capacità umana, tanto da riuscire a sovrastare quella organizzativa».

Nonostante le numerose difficoltà, la sanità romagnola rappresenta ancora un punto di riferimento nazionale. «Sono stato fortunato a trovarmi in Romagna durante la malattia. Se fossi stato a Roma, sarebbe stato tutto più difficile da gestire».

Menenti descrive poi le criticità che presentano attualmente le strutture sanitarie, in particolare l’Irst di Meldola: «La situazione economica è delicata, i pazienti sono sempre di più e gli stanziamenti non sono più adeguati. Le cure per i malati vengono rimborsate con tariffe vecchie, non tengono conto dell’aumento dei prezzi».

Grazie ai suoi legami instaurati durante gli anni vissuti a Roma, Menenti è riuscito a coinvolgere nella sua esperienza Ignazio Marino, chirurgo e politico, ex sindaco della Capitale dal 2013 al 2015, ora presidente del comitato scientifico della fondazione. «Ci siamo conosciuti nel 2009 - racconta -, quando si candidò alla segreteria del Partito Democratico. Dalla conoscenza politica si è creato poi un stretto rapporto umano».

Il progetto di debutto in grande stile della Fondazione è in corso d’opera. Si tratta di un film diretto dal pluripremiato regista Marco Bechis, nato in Cile e trasferitosi in Italia dopo essere stato espulso dall’Argentina nel 1977. Nella pellicola si racconterà la crisi del servizio sanitario nazionale, seguendo da vicino la vita quotidiana di medici e infermieri, con lo scopo di mostrare cosa a tutti i cittadini cosa rischiamo di perdere per sempre.

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