Cesena, la festa di Porta Figarola ha animato il centro

Cesena

Piadina, salsiccia e un’estetica da vecchia sagra riproposta in chiave moderna.

Questi gli elementi portanti della festa di porta Figarola, andata in scena ieri sera che ha puntato nuovamente a ravvivare il centro di Cesena nel caldo e silenzioso periodo estivo.

Nel pratico è la seconda, ma per l’organizzazione questa è la 149ª edizione: si procederà a ritroso, come vuole lo spirito della festa, fino alla prima edizione, attualmente prevista per il 2175.

Questa promessa da macchina del tempo si sta rivelando efficace: grazie al patrocinio del Comune di Cesena tramite l’assessore Plumari la ricostruzione di quest’anno si è già arricchita di una riproduzione in legno della porta, demolita nel 1860, e il tutto si sta allargando a macchia d’olio: d’altronde Sangiovese, musica, divertimenti per i più piccoli sono una formula che in Romagna è un successo da stereotipo, con cui l’estetica della “sagra in miniatura” vuole giocare esplicitamente.

La missione, come dichiarato dall’ideatore Bruno Giordano, autore dei libri “Cesena di una volta”, «è quella di creare un’attrattiva per il centro storico in un periodo altrimenti di eccessiva calma, in una città che in questa stagione tende sempre a svuotarsi, di persone e attività».

Il programma della serata dunque, oltre al non trascurabile bere e mangiare, ha visto l’esibizione di musicisti folk e di artisti di strada sui palchi allestiti in via Manfredi, dove è stata aperta anche una piccola bottega-mostra contenente le fotografie più significative dell’archivio storico di Giordano. Ha collaborato anche la galleria d’arte Ex Bar Cristina, diretta dal frontman dei Nobraino e organizzatore Lorenzo Kruger, che con la band femminile Emisuréla ha composto un inno-valzer, già ascoltabile su Spotify.

L’obiettivo del futuro? «Allargarsi sempre di più e coinvolgere la città intera».

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