Ripudio delle guerre, tolleranza religiosa ed emergenze legate all’ecosistema, sono stati i principali temi emersi durante la prima tavola rotonda del “Bibbia festival 2026”. L’appuntamento “Paure e speranze per i credenti dei nostri giorni in una prospettiva ebraica, cristiana ed islamica” si è tenuto sabato pomeriggio alla Chiesa Avventista di Cesena. Protagonisti del dibattito sono stati il pastore avventista Giuseppe Cupertino, il sacerdote don Pasquale Gentili e Zahiri Abdellaih, presidente della comunità islamica a Cesena. Il dibattito è stato incalzato dal moderatore Roberto Vacca, direttore di Radio Voce della Speranza.
Cesena, la fede come missione comune di pace: «La religione vera invita alla tolleranza»
Guerre
In un clima di conflitti a livello globale, l’attenzione è stata immediatamente posta sul rapporto guerra-religione. «La convivenza tra confessioni diverse, porta alla pace o alle guerre?» domanda in apertura il moderatore agli ospiti. «La religione - esordisce il pastore Cupertino - ha fomentato nella storia diverse guerre, anche se quelle descritte nell’Antico Testamento sono tutte senza armi. Chi si richiama nei valori delle religioni, segue messaggi di pace, non di odio verso chi non la pensa alla stessa maniera». «Dio - prosegue Abdellaih - non invita a fare le guerre tra persone. In diversi vedono l’Islam come una confessione che trasmette valori di distruzione e violenza, ma non è così. Il Corano invoca pace, diritti e giustizia». Sulla “benedizione” a Trump ad opera della pastora evangelica Paula White, è intervenuto don Pasquale Gentili che ha dichiarato: «Paragonare Trump a Gesù è paradossale. Dobbiamo abbandonare “ancore” che illudono la nostra salvezza. Tutte le religioni devono pensare a salvare la casa comune, la Terra. La vita è anche lottare e credere nella pace, nonostante non arrivino i risultati sperati». «Se i potenti sono al loro posto e fanno le guerre - conclude Cupertino - è perché i cittadini li hanno votati. Quando dobbiamo scegliere alle urne, non facciamoci prendere dalle nostre paure. Gli Stati dove resiste la pace colgano questo momento storico per riflettere».
Tolleranza
I tre esponenti religiosi si sono confrontati anche sulla possibilità di convivere pacificamente, pensandola all’unisono. «La religione vera - spiega Abdellaih - invita alla collaborazione e alla tolleranza. Sono gli uomini a creare la violenza e a seminare l’odio». «Ogni confessione - prosegue Gentili - dovrebbe rinunciare a certe identità che si sono istituzionalizzate, e a concentrarsi sull’individuo umano che ha davanti. Ad oggi persiste qualche problema culturale e le religioni dovrebbero riprendere in mano le proprie radici». «Elementi quali paura, dominio, sicurezza - conclude su questa tematica Cupertino - vengono inseriti all’interno delle varie confessione religiose dagli uomini».
Ecosistema
Infine si è dibattuto sulle emergenze legate all’ecosistema, da quelle climatiche e ambientali, ai fenomeni migratori. «Durante questo periodo di guerre - spiega Cupertino - sono diventati aspetti secondari, complice anche alcune scelte politiche di certi Stati». «Il compito delle religioni - conclude Gentili - sta anche nel lasciare alle future generazioni un mondo migliore di come lo abbiamo ricevuto».