Cesena, la denuncia della Uil: «Tasse locali troppo pesanti»

Cesena
  • 04 luglio 2026

«Arrivare a fine mese è diventato più difficile. Non è una percezione, è quello che vivono ogni giorno migliaia di persone nei comuni del Cesenate: lavoratori dipendenti e pensionati». Queste le parole scelta dalla Uil per descrivere la situazione economica che stanno vivendo i cittadini. Secondo il sindacato, tra le voci che aggravano maggiormente gli stipendi delle persone ci sono «quelle che dipendono anche dalle scelte dei Comuni e della Regione: la tassa sui rifiuti, le addizionali regionali e comunali, l’Imu, gli incrementi delle tariffe del trasporto pubblico». Per la Uil «è arrivato il momento di adottare un cambio di rotta a partire dal livello locale e regionale».

«Non stiamo parlando di cifre astratte – dice Paolo Manzelli, segretario generale Uil Cesena –. Stiamo parlando di soldi che ogni mese escono dal portafoglio di chi si sta facendo carico di sostenere il sistema dei servizi e del nostro stato sociale. E quello che chiediamo alle amministrazioni del nostro territorio è che tasse e tariffe vengano ridotte, non tenute ai livelli attuali nella speranza che qualcosa cambi».

La Uil porta avanti da tempo una posizione precisa: «chi guadagna di più deve pagare di più, chi guadagna poco deve essere protetto. Non è uno slogan, è il principio su cui dovrebbe reggere qualsiasi sistema fiscale giusto. Invece, la somma delle tassazioni locali pesa troppo soprattutto su pensionati e lavoratori».

Riguardo la tassa sui rifiuti, «qualsiasi ipotetico incremento sarebbe ritenuto inaccettabile».

«La Uil sa anche che le risorse non cadono dal cielo. Per questo, insieme alla richiesta di ridurre le tasse, c’è una proposta concreta: eliminare le sovrapposizioni, tagliare i costi che non producono servizi. Non si tratta di smontare niente, ma di usare meglio quello che c’è. Una gestione più efficiente può liberare risorse vere, senza toccare un solo servizio ai cittadini. Anzi, fatta bene, può migliorarli. La pressione fiscale locale è troppo alta, cade sulle categorie meno tutelate, può, e deve, essere ridotta», conclude il sindacato.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui