Cesena, la casa diventa un rebus anche per chi lavora tra prezzi esosi e pregiudizi: in arrivo 32 alloggi per fasce deboli

l disagio abitativo è stato al centro del terzo appuntamento della rassegna “Abitare”. È un problema che non riguarda più solo la fascia fragile della popolazione, ma anche persone con un contratto di lavoro tra le mani. L’aumento dei prezzi, sia per gli affitti che per l’acquisto, norme non sempre efficienti e una buona dose di diffidenza da parte dei privati hanno alimentato una situazione che sta diventando sempre più critica.

«Spesso ci troviamo di fronte a persone che lavorano – ha spiegato Eloise Righi, responsabile dell’area domiciliarità e mediazione all’abitare per Asp – perché l’ingente aumento dei prezzi causa difficoltà anche a certe fasce che non hanno particolari difficoltà economiche. Un altro problema riscontrato è legato ai permessi di soggiorno: se sono di breve durata, alcune banche non permettono di attivare un mutuo».

All’incontro era presente anche l’avvocato di strada Emmanuele Andreucci, che ha sollecitato i relatori con domande sul pronto intervento sociale, l’aumento dei prezzi e gli alloggi sfitti.

Servizi sociali

Sono 1.158 gli alloggi gestiti dai Servizi sociali dell’Unione Valle Savio, in collaborazione con Acer, tra edilizia residenziale sociale e residenziale pubblica. Dal prossimo autunno ce ne saranno a disposizione altri 28, ricavati dai lavori di ristrutturazione del palazzo Roverella e 4 in via Parini, alla Fiorita.

«Il pronto intervento sociale è già attivo in collaborazione con forze dell’ordine e amministrazione – ha riferito Elisabetta Scoccati, dirigente dei Servizi Sociali dell’Unione Valle Savio –. Nessuno, questo inverno, è rimasto senza tetto, se non per sua volontà».

Sui prezzi del mercato abitativo schizzati alle stelle, Scoccati ha spiegato: «In questi ultimi anni il mercato è andato da una parte, mentre gli accordi territoriali sugli affitti dall’altra. La Regione sta ragionando sul modificare il Patto per la casa, che in alcune circostanze non ha funzionato. Inoltre sta facendo riflessioni su patti di corresponsabilità coinquilino-proprietario inerenti la ristrutturazione dell’immobile. Per quel che riguarda i contributi, con la Regione portiamo avanti anche il “bando affitto”: 400mila euro sono stati stanziati da quest’ultima, mentre altri 50mila li ha messi l’Unione Valle del Savio».

Caritas diocesana

Nel 2025 sono state 285 le persone che si sono rivolte alla Caritas di Cesena-Sarsina in cerca di alloggio. In 80 sono risultate in grave disagio abitativo. «Ad oggi – ha detto la vicepresidente Bruna Venturi – si rivolgono a Caritas anche persone con un contratto di lavoro. Abbiamo tre strutture di accoglienza di “passaggio”, in attesa che queste persone possano permettersi un affitto. Negli ultimi anni, però, il ricambio è rallentato. Stiamo cercando di lavorare e capire perché molti privati non si fidano di certe categorie di possibili inquilini».

Il volontario Amedeo Chiudioni ha aggiunto: «Tra le attività proposte incontriamo anche i consigli di quartiere per sensibilizzare su questa tematica e incentivare i privati a mettere a disposizione gli alloggi sfitti. È importante affrontare la questione come comunità».

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