Cesena, l’inverno demografico svuota le scuole: piano di riorganizzazione in arrivo e tre obiettivi

L’inverno demografico, con un progressivo crollo delle nascite nonostante un certo apporto dato dalle famiglie d’origine straniera, si tocca con mano, in modo sempre più evidente, tra i banchi di scuola. Così, davanti a crescenti difficoltà in varie zone a formare classi prime alle primarie o sezioni d’asilo, l’amministrazione comunale si prepara a studiare una riorganizzazione degli spazi dedicati all’istruzione. Un Piano da concretizzare entro fine legislatura, dopo un confronto aperto e ampio.

Fin d’ora l’assessora alla Scuola, Maria Elena Baredi, invita però a non giocare solo sulla difensiva. Davanti a un minor numero di bambini, e quindi, chiede di tenere al centro la qualità della didattica. Perché - sottolinea - «la dispersione scolastica la preveniamo se accompagniamo i bambini e le famiglie a sentirsi realmente cittadini, a partire dagli ordini più bassi di scuola». Allora quella che è una debolezza può anche trasformarsi in una forza, «se non si decide di fare risparmi approfittando della denatalità per tagliare insegnanti, ma si coglie l’opportunità di migliorare l’offerta educativa».

Baredi osserva che lo si può fare in tre modi. Il primo è «l’attivazione di più classi a tempo pieno, visto che anche quest’anno sono state respinte molte richieste». Una seconda mossa utile potrebbe essere «mettere più insegnanti a disposizione di una classe per poter attivare davvero una programmazione personalizzata». Il terzo vantaggio che potrebbe esserci è quello di dire definitivamente basta alle “classi pollaio”, anche se il problema, che pochi anni fa era diffuso e pesante, si sta alleviando proprio per le tendenze demografiche. Ma pensare a uno standard di non più di 20 bambini per classe - osserva ancora Baredi - consentirebbe di elevare la qualità dell’insegnamento e quella relazionale con gli alunni affidati.

Il messaggio dell’assessora è rivolto a tutti gli ordini di scuola e a tutti i livelli istituzionali, da Roma alla Regione fino all’ex Provveditorato. Quanto al ruolo del Comune di Cesena, segnali in quella direzione sono già tangibili: nelle sue strutture scolastiche, «rispetto a quelle statali, c’è una maggior compresenza degli insegnanti e si mantiene un numero medio di bambini per sezione che è più basso».

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