Dopo l’impresa compiuta lo scorso aprile, Raffaele Santarpia, maratoneta residente a Cesena e originario della Campania, ne ha fatta un’altra. E più grande, poiché sabato 9 maggio ha partecipato e concluso la “Nove Colli Running” in 28 ore, correndo per poco più di 200 chilometri.
Due mesi fa Raffaele ha corso una maratona di 150 chilometri per 24 ore di fila, e dopo l’arrivo, ha rivelato il suo sogno: finire in tempo la “Nove Colli Running”. «Mi sentivo pronto - dice, anche se ha completato l’iscrizione solamente l’ultimo giorno alle 23:30, mezzora prima della chiusura -. Il mio obiettivo era di portarla a termine entro il tempo massimo. La testa mi diceva che, esclusi intoppi e infortuni, ce l’avrei fatta». E aveva ragione, perché ha concluso la gara con due ore di anticipo, piazzandosi 20esimo assoluto e secondo nella categoria italiana Master 50.
La maratona ha preso il via il sabato a mezzogiorno ed è finita la domenica alle 18, per un totale di 30 ore. Le condizioni sono cambiate durante le due giornate, passando dal sole al diluvio.
La sua preparazione per l’evento è iniziata a novembre. «Mi allenavo 6 giorni alla settimana e registravo circa 600 chilometri al mese. Simulavo tutte le eventuali situazioni di gara. Correvo a tutti gli orari, uscivo dalle 6 di mattina fino alle mezzogiorno, da mezzanotte fino alle 6 di mattina, sia sotto il sole che sotto la pioggia. Qualche volta mi mettevo un piccolo sasso nella scarpa per capire come mi sarei comportato durante la prova».
La corsa occupa gran parte delle sue giornate. Il resto lo deve dividere tra la moglie e le due figlie, e il lavoro. Inoltre, è anche allenatore di una squadra femminile under 12 di Cesenatico. «Per dedicare tempo alla mia famiglia, alle ragazze e alla mia passione devo organizzarmi perfettamente, incastrando tutti gli impegni».
«È stata una bellissima esperienza, ma molto dura. Questa è stata la prima volta che ho corso distanze così lunghe, ma penso sarà pure l’ultima», anche se in realtà non ci crede nemmeno lui. «Ora dico così perché le ferite sono ancora fresche, ma una volta smaltita la stanchezza, probabilmente mi tornerà il pensiero di partecipare a qualcosa di ancora più estremo». Infatti, per Raffaele, ora 50enne, e che corre da quando ha 25 anni, questa passione è un motore che lo alimenta ogni giorno: «Non riuscirei a vivere senza corsa. Nel mio giorno di riposo soffro, mi risulta difficile rispettarlo». Non ha nessuna intenzione di fermarsi in futuro: «Penso che morirò correndo, in mezzo alla strada - dice scherzosamente, ma non troppo -. Voglio continuare almeno per i prossimi vent’anni».
Infine, conclude ringraziando tutti gli amici del quartiere di Ponte Pietra, che lo hanno sostenuto in questi mesi e durante la gara.