Non sarà una festa come tutte le altre, ma d’altronde è così da un po’ di tempo. Oggi, per Washington Altini, il traguardo dei cinquant’anni di matrimonio non avrà il sapore delle celebrazioni di una volta, ma quello più intimo di un abbraccio familiare. Un anniversario diventato simbolo di resistenza, amore e accettazione, segnato dalla presenza silenziosa ma pesante dell’Alzheimer.
«Solitamente chi arriva a 50 anni di matrimonio festeggia le nozze d’oro. Noi nel 2001 avevamo festeggiato le nozze d’argento, sembrava un traguardo lontano ma raggiunto. Oggi non sarà più un festeggiare, ma un fatto celebrativo», racconta.
Malattia e nuova quotidianità
La moglie Derna vive dal 2022 nella Rsa Nuovo Roverella, dopo che i primi segnali della malattia erano comparsi nel 2019. Una malattia che, come dice Altini, «risucchia tutto ciò che c’è attorno». Non colpisce solo chi ne è affetto, ma anche chi resta accanto, chiamato quotidianamente a fare i conti con la realtà: «Perdi un pezzo tutti i giorni».
Eppure, nonostante tutto, lui c’è. Sempre. «Vado da Derna ogni giorno, a volte anche due volte. Le porto i cioccolatini. Penso che le serva avvertire la mia presenza, anche se non mi riconosce quasi mai».
I segnali della malattia sono arrivati all’improvviso. «Un giorno, il giorno del mio compleanno nel 2019, mi disse: “Chi sei?”. Pensavo fosse uno scherzo», spiega Altini.
Poi, rileggendo il passato, quei piccoli episodi hanno assunto un significato diverso. La perdita dell’orientamento, come quando si smarrì tornando a San Rocco, nella casa dell’infanzia. I segnali c’erano, ma è stato difficile riconoscerli e accettarli.
La famiglia si riunirà proprio lì, nella struttura Nuovo Roverella. I figli Erika ed Enrico, con i rispettivi compagni e figli, stringeranno un abbraccio attorno a Derna, adattando in qualche modo la celebrazione alla realtà, senza forzature, ma con la volontà di esserci comunque.
Una storia lunga una vita
La storia di Washington e Derna affonda le radici lontano nel tempo. Si conobbero giovanissimi: lei aveva 15 anni e lui 17. Poi il destino li separò, e li fece rincontrare un giorno sotto i portici di via Zeffirino Re. Da allora, una vita insieme, costruita tra differenze caratteriali e una forte sintonia di intenti.
Derna, riservata, è da sempre stata il pilastro della famiglia, «mamma e babbo insieme» come dice Altini.
Un ruolo dato dalla scelta condivisa di far crescere i figli con almeno un genitore presente. Lui, invece, curioso e dinamico. Quasi un insieme di tante vite racchiuse in una sola: dal lavoro come casellante autostradale alla scuola di giornalismo a Urbino, fino alla collaborazione con “L’Unità” come cronista sportivo, seguendo in particolare il Cesena. E poi, ancora, il mondo del calcio, i contatti internazionali, l’esperienza in Giappone, Cina e il ruolo di commentatore per Cctv durante i Mondiali di calcio del 2010.
Un anniversario diverso
Oggi Derna va verso i 75 anni, mentre lui ne compirà 78 ad agosto. Quello che resta è un amore che ha cambiato forma, ma non sostanza. «Per andare avanti si deve accettare», dice Altini.
Quella di oggi non sarà una festa nel senso tradizionale, ma ci sarà qualcosa di più profondo, che segnerà la memoria di un amore che resiste anche quando i ricordi svaniscono.