Dal Trentino alla Calabria, la preoccupazione dei produttori agricoli per l’impatto del cambiamento climatico è ormai da codice rosso. È quanto emerso con forza durante i recenti incontri con i soci promossi da Apofruit lungo tutta la Penisola. La combinazione tra siccità e temperature da record sta infatti mettendo a dura prova le coltivazioni ortofrutticole, toccando persino regioni storicamente meno esposte all’emergenza idrica.
Il presidente della cooperativa Mirco Zanotti e il direttore generale Ernesto Fornari tracciano un quadro allarmante. L’assenza di invasi idonei non ha permesso di trattenere l’acqua delle piogge primaverili, lasciando i campi a secco proprio nel momento del bisogno. Le conseguenze sul raccolto sono già visibili: per la mela Gala si stima che circa il venti per cento della produzione estiva sia stato danneggiato dalle scottature del sole, spingendo diversi agricoltori a valutare perfino gli espianti. Una situazione complessa che richiede nuovi investimenti, come le reti antigrandine schermanti per proteggere i frutti dall’irraggiamento, ma soprattutto un cambio di passo da parte delle istituzioni. Come rimarcano i vertici di Apofruit, occorre superare la logica dell’emergenza con un piano strutturale nazionale di invasi e infrastrutture capaci di trattenere le risorse idriche.