Cesena, Kruger presenta “Sghembow” il microfestival “fatto in casa”

Cesena

Anche la semplicità e l’imperfezione possono stupire. Dalla volontà di dimostrare che anche da un contesto ristretto «si possa costruire una forma di intrattenimento che sia capace di emozionare e sbalordire» dichiara il musicista Lorenzo Kruger, nasce il primo microfestival “fatto in casa”. Domenica dalle 15 alle 21, negli spazi interni dell’xx Bar Cristina in via Manfredi, 29, l’artista, ormai cesenate d’adozione, organizza “Sghembow”, una rassegna culturale altamente disordinata dove, l’irregolarità e la disarmonia diventano l’essenza dell’evento. Una decina di artisti porteranno le loro installazioni e le loro performance all’interno di uno scenario «a misura d’uomo», afferma Kruger.

«Avete presente quei grandi eventi? Quelli a cui se non si è qualche migliaia non si partecipa? O quelli carichi di effetti speciali e impianti esagerati? – chiede con evidente retorica –. Ecco, “Sghembow” sarà l’esatto contrario». A fare da sfondo alle opere digitali, alle pièce teatrali, ai concerti o alle letture saranno soprattutto le stanze dell’abitazione della famiglia Kruger, collocata sopra la galleria. Nonché «due garage dei vicini» perché il “perimetro” della casa, in fondo, non lo stabiliscono gli ingegneri, bensì chi le abita e le vive. «Dalla galleria ai corridoi – spiega il musicista –. Dalla lavanderia alla cantina verranno predisposte installazioni interattive e brevi spettacoli. “Sghembow” sarà un vero e proprio labirinto domestico di stupori. Dove le irregolarità e le imperfezioni della vita di casa si trasformano in colore». La location appare già il veicolo del messaggio finale: «La chiave di questa rassegna – illustra Kruger – è nella sua dimensione intima e casalinga. Dentro questa esperienza è custodita l’idea che nella ristretta dimensione personale si sviluppino anche le naturali imperfezioni che in realtà sono in grado di stupire».

Il pomeriggio e la serata vedranno attori esibirsi in cantina in trame estratte a sorte dagli avventori che «come al luna park spareranno con un fucile verso dei barattoli di latta in cui saranno scritte le sceneggiature delle esibizioni – racconta Kruger –. Ai quali si aggiungeranno le diverse attrazioni digitali. Come i fotomontaggi costruiti partendo da stampe riso», sistemi adottati per le grandi tirature. «È una sorta di vecchio ciclostile – descrive l’ideatore di “Sghembow” – col quale, l’autore, tramite la sovrapposizione di immagini costruisce dei fotomontaggi dove le stampe accumulano una serie di errori. Che, sul grande numero diventano l’elemento sul quale giocare e costruire l’opera». L’imperfezione diventa arte. Un festival “dalle misure minime” che vuole riportare tutti a contatto con la propria intimità, ma che nelle impressioni di Kruger risponde anche un’esigenza diffusa. «A Cesena, soprattutto nell’ultimo periodo – conclude –, si percepisce la necessità di creare nuovi momenti di aggregazione alternativi anche di contenuto culturale».

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