«Io e mio figlio siamo sotto scacco e spaventati. Per le fissazioni di una nostra vicina di casa che ha problemi psichiatrici». È direttamente al Centro di Salute mentale che scrive il suo appello una residente di Diegaro. Sotto scacco nella propria abitazione per una residente nello stesso stabile che l’avrebbe presa di mira.
«Mi rivolgo a voi per segnalare una situazione di forte disagio e potenziale pericolo che coinvolge me e mio figlio di 13 anni, e per la quale non so più a chi altro rivolgermi».
La donna abita a Diegaro in una villetta bifamiliare. Nell’appartamento sopra al suo risiede una signora che da anni dimostrerebbe disagi, ma che fino ad ora era stata “contenuta” dalla presenza del marito. Coniuge che ora è deceduto.
«Da anni manifesta gravi fissazioni nei miei confronti – spiega la donna –. È convinta che io entri nella sua abitazione per rubare o spostare i suoi oggetti con l’intento di recarle dispetto. Preciso qualora ve ne fosse bisogno che non sono mai entrata nella sua casa né ho mai avuto alcun contatto con il suo appartamento».
Gli episodi però starebbero diventando sempre più frequenti e preoccupanti. «L’ultimo si è verificato sabato scorso alle 20, quando la signora si è presentata alla mia porta con atteggiamento aggressivo e minaccioso, accusandomi nuovamente di furto e dichiarando di voler sporgere denuncia ai carabinieri. Ha risposto il mio compagno, ma la signora pretendeva di parlare direttamente con me. Già a gennaio 2025 avevo segnalato per iscritto la situazione a suo marito, senza mai ricevere risposta. In altre occasioni la signora urla accuse senza senso dal terrazzo, in giardino o in strada, davanti ai vicini, rendendo la convivenza insostenibile».
Il tutto pare peggiorato notevolmente dopo la morte del marito della donna (nel luglio scorso), che secondo quanto riferito da altri vicini, la aiutava nella gestione del suo stato psicologico. «Attualmente non risulta seguita da alcun servizio e temo che le sue condizioni possano ulteriormente degenerare. Il problema non riguarda solo la mia serenità, ma soprattutto la sicurezza mia e di mio figlio, che vive questa condizione con forte ansia e paura. Ho già provveduto in passato a segnalare gli episodi, anche via email senza ricevere riscontro, all’amministratore del complesso residenziale, ma la situazione non è migliorata. Chiedo pertanto un intervento urgente affinché la signora venga presa in carico e seguita dai servizi competenti, così da prevenire un ulteriore peggioramento che potrebbe avere conseguenze gravi».