Cesena, insegue in auto la ex, la tampona e la palpeggia: a processo per violenza e danneggiamento

Cesena

Un inseguimento per le strade del Cesenate, culminato in un’aggressione fisica e in palpeggiamenti nelle parti intime. È questo il cuore del processo che vede imputato un uomo di Cesena, chiamato a rispondere davanti al Collegio del Tribunale di Forlì (presidente Monica Galassi, magistrati a latere Marco De Leva e Andrea Priore) delle accuse di violenza sessuale, violenza privata e danneggiamento mosse dalla ex compagna.

I fatti, che risalgono al settembre 2025, raccontano di una coincidenza che avrebbe portato il cesenate, almeno secondo la versione data dallo stesso imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Sintucci, a un gesto irrazionale dovuto a un presunto eccesso di zelo genitoriale. Dalla ricostruzione dell’episodio fatta in aula, l’uomo stava andando al mare quando ha incrociato l’auto dell’ex compagna. Convinto che la donna avesse lasciato il figlio a casa da solo, ha deciso di raggiungerla, dando vita a un inseguimento durato circa 3-4 chilometri. Durante la corsa, l’imputato avrebbe provocato due tamponamenti nel tentativo di fermare la guida della donna, che si è spaventata molto per l’atteggiamento dell’ex. Una volta giunti sotto l’abitazione di lei, l’uomo sarebbe sceso dall’auto raggiungendola e le avrebbe messo le mani addosso, arrivando a toccarle anche i genitali.

Durante la testimonianza dell’imputato, la presidente Monica Galassi ha incalzato l’uomo, chiedendogli come mai non avesse desistito dal seguire la vittima, visto che era evidente e palese che la donna non volesse parlargli in quel momento. «Non ci ho pensato, probabilmente con il senno di poi avrei dovuto fermarmi ma in quell’istante volevo sapere di mio figlio - ha risposto l’imputato -. Poi tra noi, nonostante la separazione, non c’erano mai stati precedenti per cui lei dovesse essere spaventata da me».

Questa versione stride con la testimonianza della psicologa che ha in cura la vittima, che si è costituita parte civile appoggiandosi alla difesa dell’avvocato Paolo Tangerini. La professionista ha descritto un quadro di profondo malessere: «Durante le sedute, prima del fatto grave contestato, è emersa una situazione conflittuale segnata da maltrattamento psicologico. La donna, dopo l’inseguimento, era terrorizzata solo a raccontare del tamponamento e delle minacce subite. Mi ha riferito chiaramente di essere stata toccata nelle parti intime».

Nel corso dell’udienza è emerso anche un precedente episodio risalente a luglio 2025: secondo la psicologa, durante una gita in montagna, l’uomo avrebbe manifestato un atteggiamento estremamente aggressivo nei confronti della ex compagna mentre si trovavano in macchina.

Si tornerà in aula a marzo, quando verranno ascoltati i testimoni della difesa.

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