Cesena, inizia la stagione della caccia tra timori e critiche dei residenti

La stagione “ordinaria” della caccia avrà inizio il 20 settembre, ma già da domani si cominceranno a sentire spari, perché in Emilia-Romagna è stata programmata una preapertura, che permette di prendere di mira anticipatamente colombacci e corvidi, cioè cornacchie grigie, gazze e ghiandaie, nelle giornate del 2, 3, 6, 10, 13 e 17 settembre, esclusivamente da posizioni di appostamento, di mattina fino alle ore 13. Così, in queste ore, anche nel territorio cesenate, insieme all’impazienza degli appassionati dell’attività venatoria, crescono le tensioni tra tante persone che criticano aspramente questa pratica, non solo per amore degli animali ma anche per il fastidio e i pericoli che le doppiette causano a chi spesso abita nel cuore di zone di caccia, e non solo poche le case sparse che hanno questa sventura.

«Pericoli a casa nostra»

Giulia Montanari, che dice senza mezzi termini di «odiare la caccia e i cacciatori, che ammazzano a sangue freddo, senza alcuna ragione e in modo crudele, altri esseri viventi», segnala che, al di là di questa considerazione etica, «per chi si trova a vivere in aree di campagna, spesso anche vicine a centri abitati nella cintura urbana, che vengono battute dai cacciatori l’apertura della stagione venatoria è un incubo preoccupante, anche per l’incolumità delle persone e dei loro animali domestici, a cominciare da cani e gatti, di cui si è costretti a limitare i movimenti». E spesso non basta: «Tante volte mi sono trovata cacciatori coi fucili in spalla a pochi metri dalle mura di casa e dal mio giardino, violando le regole sulle distanze minime da rispettare. E ho trovato anche per quattro volte segni di pallini nella mia proprietà. Il problema è che se gli dici qualcosa molti diventano pure aggressivi e offensivi. E se chiami i carabinieri, serve solo a spaventarli quel tanto che serve per farli allontanare ma poi, anche quando arrivano, non trovano mai i cacciatori in situazioni sanzionabili, perché sono furbi a prendere precauzioni per accorgersi in tempo dei controlli e non farsi beccare».

«Caccia troppo allargata»

Stefano Maraldi va più sul tecnico, criticando «un allargamento delle possibilità di caccia di cui non c’era proprio bisogno». Spiega: «Dopo l’approvazione del Piano di gestione nazionale, la Regione ha reintrodotto la pavoncella tra le specie cacciabili, seppure con prelievo contingentato a circa 2.400 capi e ha aumentato il carniere massimo consentito della minilepre, che è di 15 capi giornalieri». Maraldi ritiene anche esagerato il numero di giornate di caccia autorizzate: «Dal 20 al 27 settembre si potrà cacciare solo nelle giornate fisse di giovedì e domenica, ma è stata eliminata la limitazione d’orario fino alle 13 per la caccia vagante. Poi, dal 1° ottobre al 6 dicembre, si potrà cacciare per tre giornate a scelta ogni settimana, purché non siano martedì e venerdì, sia la fauna migratoria che quella stanziale. Infine, dal 7 dicembre e fino a fine stagione, la fauna migratoria potrà essere cacciata in tre giornate a scelta ogni settimana. Per me non dovrebbe proprio essere consentito di cacciare neppure per un minuto, ma consentire di farlo per così tanto tempo è insopportabile».

Il caso lagune

Infine, una cittadina mette l’accento su un aspetto che considera «uno scandalo». Si tratta della «scelta politica di permettere di trasformare le lagune in proprietà private in zone in cui si pratica la caccia, spacciando l’operazione per progetto di recupero ambientale». Una scelta che si è poi tradotta in una legge con la concessione di ricchi finanziamenti pubblici, con parecchie migliaia di euro che finiscono in tasca a privati, che hanno approfittato dell’opportunità.

Nelle campagne cesenati fece parlare a suo tempo un progetto di un’azienda agricola nella zona di Provezza. Quella di Mario Righi, che circa cinque anni fa convertì 4 dei 50 ettari del suo terreno in macchia-radura e prato umido. Il problema è che presto sono spuntati lì capanni e attrezzature per la caccia e quello che era un piccolo paradiso per anatre selvatiche e altre volatili è diventata una “killer zone”, da dove si sentono arrivare schioppettate a volontà.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui