C’è chi per addormentarsi conta le pecore e chi i camion che trasportano polli. Ma senza riuscire a prendere sonno. È il caso di una donna che abita nei pressi della rotonda Ponte di Ferro, lungo via San Vittore, direttrice dell’azienda Amadori.
Anna Roberta Minghetti, che risiede in quella zona dal 1996, quando acquistò la casa col marito, l’indimenticato poliziotto Gianfranco Cococcia, ha più volte segnalato al Comune di Cesena il disagio che causa il continuo transito di mezzi pesanti nelle strade adiacenti alla sua abitazione.
Camion, autocarri, bilici e autoarticolati che a ogni ora del giorno e della notte entrano ed escono dai cancelli dell’azienda. Con una frequenza, che ha registrato personalmente mediante un sistema di videocamere installato appositamente, di «450 in 24 ore, equivalenti a un mezzo ogni 3 minuti», su via Pollarini, riporta la donna dopo un anno e mezzo di scrupolosa osservazione.
L’area
«Da via del Rio verso Roma, hanno messo il limite dei 30 chilometri all’ora - spiega - e il divieto di circolazione per tir sopra le 8 tonnellate». Invece, e qui starebbe l’origine del problema, «nella direzione opposta della via del Rio il traffico è libero».
L’esasperazione della residente trova manifestazione concreta anche nei visibili danni che le vibrazioni del passaggio dei camion provocano all’immobile di sua proprietà. «Abito esattamente sulla rotonda - spiega -, pertanto i mezzi transitano sotto casa, generando forti vibrazioni del suolo, che hanno favorito l’apertura di crepe sulle pareti. E quando i camion trasportano le gabbie di metallo vuote, il fracasso e i tremori aumentano. Inoltre, non posso aprire le finestre nemmeno d’estate altrimenti entrerebbero ingenti quantità di particolato che, inevitabilmente, io e la mia famiglia rischieremmo di respirare. Ho mandato ripetutamente foto e lettere alla app “Cesena segnala”, ma dal Comune mi hanno saputo rispondere solo che è una zona sotto monitoraggio».
Numeri
Nonostante la questione appaia nota alle autorità locali, rimane immutata da anni. «Comprammo questa casa perché era immersa nel verde - racconta la donna -. Nel 2012 l’azienda, forse per tagliare il traffico della via del Rio, ha deciso di costruire la rotonda di tasca sua dopo aver ottenuto i permessi dal Comune. Così hanno spostato l’ingresso dei mezzi dalla via del Rio sulla via Pollarini, che sfocia sulla rotonda Ponte di Ferro. Secondo le stime iniziali, avrebbero dovuto passare di lì 55 mezzi nelle ore diurne e 17 in quelle notturne. Oggi - fa sapere - siamo arrivati a una media di 140 a notte». Conseguenza? Sonno spesso interrotto.
Sosta
Ma il problema non è solo il via vai dei mezzi. «A creare disturbo - continua la residente - sono anche i bilici con le celle frigorifere che sostano in via Pollarini, dove non esistono stalli ad hoc. I frigoriferi accessi causano rumore continuo e ulteriori vibrazioni. In diverse occasioni sono stata costretta ad andare personalmente a chiedere al camionista di spostarsi».
Responsabilità
Estenuata, la signora si è rivolta anche direttamente all’Amministrazione comunale: «Sono stata ricevuta dall’assessore Bertani - riporta - per denunciare l’inquinamento generato dai camion. L’assessore Castorri, invece, è venuto sul posto ed è rimasto esterrefatto dalla realtà. Tengo a precisare che nessuno attribuisce responsabilità all’azienda. È il Comune che, nonostante affermi di conoscere la situazione, non ha mosso un dito nemmeno per trovare delle alternative al traffico. Che ci sono e io stessa le ho suggerite», conclude.