Cesena, in piazza per l’Iran contro il massacro

Cesena

Oggi pomeriggio alcuni studenti iraniani dell’Università di Bologna e la comunità cesenate iraniana, si sono riuniti in piazza del Popolo, a Cesena, in memoria delle vittime della repressione in Iran.

«Siamo riuniti per ricordare le persone che sono state uccise. Siamo qui per condividere un momento di rispetto, per evitare che questo grande crimine della Repubblica Islamica venga dimenticato. Dall’inizio delle proteste si contano oltre 40.000 morti», hanno spiegato gli studenti.

Alla manifestazione ha partecipato anche il professor Stefano Severi, docente della facoltà di Ingegneria Biomedica a Cesena «Sono qui a titolo personale, ma in realtà voglio esprimere, a nome dell’intera comunità universitaria di Cesena, la mia solidarietà alle vittime e ai loro familiari. Dietro ogni persona che muore c’è una catena di sofferenze».

Al centro della piazza, attorno alla fontana, è stata composta la scritta “Iran” con candele accese, rose rosse e fiori bianchi. Intorno, le immagini delle persone uccise e alcuni QR code rimandavano agli appelli di Amnesty International.

«Oggi siamo qui per dare voce a chi è stato messo a tacere con la tortura e con la forza», hanno affermato gli studenti. «Ricordiamo le persone uccise durante le manifestazioni».

Durante l’incontro, Mohammad, giovane studente iraniano ha cantato una canzone in persiano che in italiano sarebbe possibile tradurre come “La terra dei miei amori”. Non si tratta di un semplice canto d’amore, ma di una vera e propria ode poetica alla patria, perché è un brano che parla di affetto, ospitalità, legame con la terra natale e compassione, diventando metafora di un amore profondo per l’Iran.

L’iniziativa si è conclusa con un minuto di silenzio in onore delle vittime.

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