Cesena, in 600 alla Marcia per la pace e messaggi di sofferenza e speranza per la Palestina in duomo

Con l’auspicio di raggiungere accordi di pace veri in questo 2026, anche Cesena è scesa in strada per ribadire la propria posizione contro le guerre. Nella Giornata mondiale della pace, celebrata il primo giorno dell’anno dal 1967, circa 600 persone hanno preso parte alla tradizionale marcia, condotta quest’anno per la prima volta dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. Il corteo, partito nel primo pomeriggio di ieri dal piazzale della chiesa di San Domenico, si è snodato lungo le vie Pio Battistini, Fratelli Rosselli,Cesare Battisti e corso Mazzini, fino a sfociare in piazza Giovanni Paolo II. Cori e letture in diretta dal duomo, grazie al collegamento via radio tramite auto predisposte, hanno accompagnato tutto il cammino, con vari messaggi sugli striscioni: “La non violenza: stile di una politica per la pace”; “Verso una pace disarmata e disarmante”; “Vinci l’indifferenza”. In rappresentanza dell’amministrazione comunale, erano presenti il vicesindaco Christian Castorri e gli assessori Camillo Acerbi e Andrea Bertani.

Al termine del corteo, si è tenuto all’interno della cattedrale un momento di riflessione dal titolo “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”.

In videocollegamento da Gerusalemme, ha riportato la cruda realtà delle condizioni in Palestina e Cisgiordania il padre francescano Ibrahim Faltas. «Dal 7 ottobre 2023 – ha spiegato – le persone morte o rimaste ferite a causa della guerra sono state 250mila. In questo momento fa freddo, piove e il fango pervade gli accampamenti degli sfollati». Passando alle buone notizie, ha riferito che «sono 300 i bambini e 200 i ragazzi che grazie alla Chiesa hanno potuto raggiungere l’Italia per crescere e studiare».

A seguire, partendo dal messaggio di Papa Leone XIV in occasione della giornata di ieri, Caiazzo ha spiegato: «Pare che raggiungere la pace tramite il dialogo sia un’utopia e che invece sia necessario utilizzare la forza, ma non è così». Poi ha aggiunto: «Non si è più buoni solo a Natale se ogni giorno si fa del bene. Il nostro Capo di Stato è l’unico a dire le cose come stanno, senza girarci intorno. Mentre al male si grida “basta”, al bene si sussurra sempre». Infine, ha sottolineato come le diocesi siano «in continua collaborazione per essere protagoniste contro le guerre in corso».

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