Quasi 500 persone hanno affollato, questa mattina, la chiesa di San Domenico per dire addio a Franco Benaglia. Tante le persone che hanno seguito, anche in piedi, il funerale. A celebrarlo è stato il parroco Pier Giulio Diaco, davanti a Laura, moglie del 78enne a cui sabato pomeriggio è stato fatale un malore improvviso davanti al cancello di casa, e i figli Fabio e Chiara. Ha lasciato nel dolore anche quattro amatissimi nipoti: Andrea, Francesco, Agnese e Anita.
Franco Benaglia, che abitava in via Martiri della Libertà e lavorava ancora, era molto noto e apprezzato in vari ambiti: come insegnante di educazione fisica; come uomo di sport (è stato tra i pionieri del basket in città); come imprenditore alla guida di una storica attività nel settore delle macchine agricole e delle attrezzature da giardino. Più in generale, la sua umanità, onestà, energia e coerenza coi suoi principi erano riconosciuti da tutti. Non passava mai inosservato, e non solo per la sua statura imponente, ma per il modo di rapportarsi con le persone, a cominciare da tanti giovani, accompagnati non solo nella loro crescita sportiva ma a tutto tondo.
Don Pier Giulio Diaco nella sua omelia, ha messo in evidenza queste qualità umane e i frutti palpabili della sua vita. In particolare, ha messo l’accento sulla sua «passione per lo sport, che ci insegna che non si può sempre vincere e il valore della sconfitta ma anche la forza di rialzarsi». Poi, con una metafora, ha detto ai suoi cari che un giorno si riuniranno tutti insieme in un luogo «dove si vince ogni sfida».