Cesena, il vescovo Caiazzo: “Si parla ma non si ascolta, la crisi che viviamo nasce da qui”

Cesena

Il vescovo della Diocesi Cesena-Sarsina Antonio Giuseppe Caiazzo ha accolto questa mattina, nella sala comune della Curia di Cesena, i giornalisti e gli operatori della comunicazione di tutte le principali testate giornalistiche. A loro e ai colleghi ha voluto rivolgere un sincero discorso di saluto e ben augurale per la loro “fondamentale attività” - ha dichiarato. Per Monsignor Caiazzo si è trattato del primo incontro con la stampa da quando ha assunto l’incarico di vescovo. Organizzato anche in stretta vicinanza con la ricorrenza di San Francesco di Sales , Santo Patrono dei giornalisti, che si celebra ogni 24 gennaio, l’appuntamento con la stampa è divenuto una tradizione da diversi anni. Tanti i temi toccati dall’alto prelato calabrese: dalla rilevanza della professione giornalistica per la comunità; alla necessità che sia svolta in libertà e nel rispetto del prossimo; fino ai rischi che Intelligenza Artificiale e altre tecnologie possono comportare nel settore comunucativo.

“La crisi che stiamo vivendo risiede nella mancanza di ascolto - ha detto il vescovo seguendo i passi di un discorso di Papà Leone XIV pronunciato in occasione della Giornata della Comunicazione - nelle case, per le strade. Ovunque. Si parla, ma non si ascolta. Le proprie ragioni diventano sempre più importanti di tutto. Nella vita quotidiana come nella politica e nella religione. Dall’ascolto personale nasce il bisogno di un ascolto che si dilata, abbraccia e accoglie la verità insita negli altri con le loro ricchezze e povertà. Intercettare l’altro significa entrare in relazione e aprirsi all’Assoluto che è Dio. Equivale a parlare il linguaggio della verità e della carità”.

“La povertà più triste - ha segnalato Caiazzo - alla quale assistiamo è quella sposata da un certo tipo di comunicazione e informazione che non ha una adeguata conoscenza delle persone e dei fatti”. E sul tema ha scelto di citare un passo proprio di San Francesco di Sales. “Il Santo - ha ricordato - affermava che per fare bene il proprio lavoro si dovesse imparare dalle api. Al contrario delle api, le vespe succhiano il nettare dei fiori che non trasformano in miele, ma in veleno. E ci sta dicendo - ha spiegato Caiazzo - di meditare su quello che vorremmo dire agli altri”. Infine, dopo una benedizione ai presenti ha ribadito l’importanza del lavoro dei giornalisti: “la ricerca della verità”.

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