Per il secondo anno consecutivo, la distilleria romagnola “Breaking Booze” sale sul podio in un concorso internazionale. Dopo il secondo posto ottenuto nel 2025 al “London Tasting Award” con la specialità della casa, l’assenzio, è arrivata lo scorso aprile un’altra medaglia, questa volta d’oro.
A trionfare al “Frankfurt International Trophi” 2026 è stato “Lo Scoretto” di Enrico Mondardini e Marco Palmizio, il liquore al caffè dall’identità romagnola che non ha lasciato dubbi all’esperta giuria del settore. Nella distilleria “Breaking Booze” a Bulgarnò, nel corso dell’anno, si recano anche numerosi produttori locali che, affidandosi alle competenze di Enrico e Marco, riescono a dar vita a proposte gustose ed interessanti.
A quale liquore vi siete ispirati?
«Per un romagnolo il caffettone è il liquore capofila, fa parte della nostra tradizione e ci coinvolge emotivamente. Non abbiamo avuto dubbi da quale liquore prendere ispirazione e così abbiamo incominciato a sviluppare la nostra ricetta».
Come viene realizzato Lo Scoretto?
«È composto attraverso tre separate procedure. Nella prima estraiamo il caffè a freddo con una tecnica chiamata “cold brewing”. Successivamente tostiamo e lavoriamo fave di cacao fresche. Infine maceriamo le erbe aromatiche in alcol. L’assemblaggio di queste tre procedure porta alla realizzazione del liquore che al gusto richiama il caffettone».
Come si svolge il “Frankfurt International Trophi”?
«Entro marzo abbiamo inviato i campioni dello Scorretto. A Francoforte un’esperta giuria composta da produttori, sommelier, bartender e distributori, giudica campioni di liquori provenienti da tutto il mondo seguendo parametri inerenti a vista, armonia, intensità e qualità del gusto e dell’odorato. Gli esiti della valutazione e il certificato originale ce li hanno inviati tramite il loro sito».
Nel caso dello Scoretto, da cosa è rimasta maggiormente colpita la giuria?
«Ha apprezzato molto l’estetica, per il suo colore vivo, l’intensità del gusto e l’armonia di come questi ingredienti si sposino l’uno con l’altro».
L’anno scorso, al “London Tasting Award”, avete ottenuto un altro importante riconoscimento.
«Sì, siamo stati premiati per il nostro assenzio con la medaglia d’argento. E’ la nostra specialità della casa che ci distingue dalle altre distillerie in Italia. L’assenzio è un liquore particolare con pochi estimatori, ma molto competenti. Per questo abbiamo inviato i campioni di assenzio a Londra e non a Francoforte dove sapevamo esserci una giuria più ferrata. Il nostro assenzio ci rende orgogliosi, siamo tra le pochissime distillerie a produrlo in Italia. E’ un distillato complesso che realizziamo seguendo il metodo dell’Ottocento».
Collaborate anche con produttori locali?
«La fortuna di essere produttori diretti ci permette di essere dinamici e di riuscire a collaborare con realtà che sono interessate a fare delle prove sui distillati. Ad esempio, si sono rivolti a noi birrifici per realizzare dei gin, aziende agricole specializzate in un prodotto che poi noi trasformiamo in liquore o distillati, oppure gestori di locali che sono interessati a sponsorizzare i loro prodotti».