A un anno di distanza dalla loro prima spedizione, il gruppo di medici missionari composto da Iliana Cecchini, pediatra di Cesena, il marito Paolo Masperi, ex direttore sanitario dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni di Forlì”, e il medico di base, nonché vicesindaco di Mercato Saraceno, Ignazio Palazzi, guidati da don Justin, parroco di San Vittore, possono festeggiare il taglio del loro primo traguardo. «Riusciremo a restituire un minimo di dignità alle tante mamme dei villaggi che visitiamo», ha dichiarato Cecchini, presidente della neonata associazione “Romagna per il Benin Odv” e in partenza proprio oggi per il Benin. Dove, insieme al marito, a Palazzi, don Justin e un nuovo collega alla prima esperienza, rimarranno 16 giorni per consegnare 7 lettini ginecologici ai centri sanitari di Gran-Popo e altri materiali.
Cesena, il primo aiuto dei tre medici missionari in Benin: donati sette lettini ginecologici per i parti
Letti per partorire
«Nel nostro primo viaggio a Gran-Popo - ha raccontato Cecchini - abbiamo trovato moltissime criticità. La prima di cui abbiamo deciso di occuparci è stata la mancanza di lettini ginecologici dove visitare e far partorire le donne».
Grand-Popo è un villaggio di 80mila abitanti, si estende per 250 chilometri quadrati e conta 13 centri sanitari, uno solo dei quali presidiato da un medico. Tra le situazioni più complesse c’è la gestione delle donne incinta. I parti, anche prematuri, sono numerosi. «Si stima una media di 1.500 nascite all’anno nei consultori - ha indicato - Senza calcolare le nascite fra le mura domestiche». A occuparsi delle gestanti in travaglio che giungono nei consultori c’è una infermiera chiamata alla funzione di ostetrica. Costretta a operare in condizioni disumane. Aggravate dall’assenza di strumenti adeguati. Come i lettini ginecologici. «In questo anno, tramite la rete di contatti interna a Cotonou - ha annunciato la pediatra cesenate - siamo riusciti a comprare 7 letti che consegneremo ai centri sanitari dei distretti di Gran-Popo».
L’assistenza
Un gesto importante sia per le mamme del Benin, sia per le operatrici sanitarie che si spendono per la comunità. «Sono professioniste molto preparate. Anche perché sono chiamate a fare le veci di un medico. Ma sono poche - ha testimoniato Cecchini - Trattano malattie di ogni genere: dalla tubercolosi alla malaria. Fino alle patologie più particolari. In caso di necessità possono consultare il medico di Gran-Popo, altrimenti agiscono da sole e con l’obbligo di presidio h24».
Altre donazioni
Alla fornitura di letti ginecologici si aggiungerà una derrata di medicinali destinati ai 13 distretti di Gran-Popo. Inoltre, come promesso da don Justin fin dall’inizio, ci saranno sorprese anche per i bimbi. «Abbiamo comprato libri, matite e quaderni che doneremo a due scuole del territorio – ha comunicato Cecchini –. Nelle valigie metteremo anche una ricca scorta di magliette regalate dal negozio “Sport Center” di Cesena. Insieme ad altri indumenti comprati da noi attraverso le donazioni pervenute».
Acqua
Questo primo risultato concreto è la dimostrazione della «grande risposta ricevuta dalla nostra cittadinanza – ha detto –. Da Cesena a Mercato Saraceno fino a Ravenna». E chissà che non possa essere solo l’inizio. «Il mio grande obiettivo – ha confessato – rimane rendere l’acqua potabile ovunque». Dei 13 distretti di Gran-Popo solo due ne sono provvisti, costringendo anche le infermiere dei centri sanitari a rifornirsi di acqua per la loro attività dalle cisterne. «Nei 250 chilometri quadrati che frequentiamo - ha riportato - le risorse da cui attingere non mancano. Siamo affacciati sul Golfo di Guinea, sulle sponde dell’Oceano Atlantico. Ci sono 7 pozzi, ma solo due hanno l’acqua potabile». Sul punto, i missionari romagnoli e don Justin continueranno a interloquire con le autorità locali. «Anche in questo viaggio incontreremo le istituzioni, ma ad aprile in Benin si sono tenute le elezioni ed è cambiato il Governo. Ci auguriamo di trovare la stessa apertura dell’Esecutivo precedente».