Cesena, il messaggio di pace lanciato a Sorrivoli da Casarini e Metz

Cesena

Domenica la parrocchia di Sorrivoli guidata da don Pasquale Gentili ha ospitato gli attivisti Luca Casarini e Alessandro Metz in un appuntamento targato “Sorrivoli Resistente”. Circa 150 persone hanno preso parte alla presentazione de “La cospirazione del bene”, il libro scritto da Casarini e Gianfranco Bettin che racconta la storia della Ong Mediterranea Saving Humans.

«Sono stati i miei recettori di sogni», ha scherzato Casarini riferendosi a Metz e Bettin.

«Prima si salva, poi si discute»

Un incubo spinse l’attivista veneto ad avviare ciò che sarebbe diventato Mediterranea. Nel giugno 2018, dopo aver visto in Tv l’affondamento di un barcone di migranti al largo di Malta, Casarini sognò i suoi due figli annegare senza poterli salvare. «La mattina dopo decisi che era abbastanza: era il momento di agire, di andare in mare».

Mediterranea si fonda su una comunità «nata non da un progetto politico, ma da una follia collettiva, una cosa impossibile», come sottolineato ironicamente da Casarini: persone comuni che volevano agire per cambiare le cose.

“Prima si salva, poi si discute” è oggi uno degli slogan chiave dell’associazione. «Nel Mediterraneo Centrale – ha raccontato Metz - si muore gridando il proprio nome. Chi annega lo grida, perché gli altri lo sentano e sappiano chi sono, perché possano avvertire i loro cari che non li aspettino invano. Un modo per avvisarli che sono lì e che stanno morendo. Una madre mi ha raccontato che chi parte dalla Libia spesso indossa il vestito della festa, sovente di colore rosso: il più visibile, in caso di naufragio».

Una storia nata nel 2018

Dopo mesi di studio, riunioni e “cospirazione”, nell’ottobre 2018 un rimorchiatore del 1972, ribattezzato “Mare Jonio”, salpa dal porto di Palermo: è l’inizio di Mediterranea Saving Humans.

A Sorrivoli, Casarini e Metz hanno condiviso numerosi aneddoti passati e presenti, ricollegandosi all’attuale situazione internazionale: 40mila sono le persone che ogni anno muoiono nel Mediterraneo, 22mila quelle deportate nei CPR in Libia.

Come ricordato dai due protagonisti dell’incontro, il Governo italiano finanzia la Guardia Costiera libica fornendo motovedette e altre attrezzature, che spesso vengono utilizzate per catturare e detenere i migranti in condizioni che l’Onu dichiara “disumane”: una realtà fatta di violenza, torture, e stupri.

La prefazione di Francesco

Casarini e Metz hanno inoltre ricordato affettuosamente il supporto di Papa Francesco, autore della prefazione del libro, a conferma di un rapporto profondo e costante con l’associazione. «Il Papa insistette per incontrare ex prigionieri dei lager libici. In quell’occasione accarezzò le loro ferite e pianse molto», ha raccontato Casarini.

Verso la fine dell’incontro, Casarini e Metz hanno ribadito la dimensione collettiva del progetto di Mediterranea: equipaggi di mare e di terra, la formazione di centinaia di volontari con background culturali, religiosi e politici diversi, ma con un obiettivo unico: «Fare, assieme».

La serata si è conclusa con una cena tipica romagnola, con i partecipanti che hanno avuto modo di confrontarsi nuovamente tra loro sugli spunti proposti dagli attivisti.

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