L’alta funzionaria delle Nazioni Unite Francesca Albanese non diventerà cittadina onoraria di Cesena. Lo ha stabilito il Consiglio comunale di ieri, che ha detto 25 no e due soli sì alla mozione presentata dal gruppo Fondamenta-Avs. Se le opposizioni, risentite dell’assenza del sindaco Enzo Lattuca, che hanno anche criticato per l’accostamento tra Shoah e genocidio a Gaza che ha fatto durante la cerimonia nel Giorno della Memoria, hanno votato compatte, non si può dire lo stesso nelle file della maggioranza. Si sono espressi a favore i mono-gruppi dei proponenti e del Movimento 5 Stelle. Contrario, pur con diversi “ma” al suo interno, invece, il Partito Democratico, con un unico “dissidente”: Marco Rocco De Luca (sempre in prima linea nelle manifestazioni in piazza a sostegno di Gaza, spesso con interventi appassionati), che si è allontanato dall’aula al momento del voto.
Mozione pro Albanese
Netta la posizione dei redattori della mozione Fondamenta-Avs, che hanno sostenuto che «l’attività di Albanese ha indicato come esistano delle corresponsabilità mondiali nei crimini perpetrati in Palestina. Non chiediamo di conferire la cittadinanza solo per il suo ruolo all’interno dell’Onu – ha illustrato Damiano Censi –. Non lo chiediamo perché è il simbolo di chi viene colpito dal Governo che critica (Israele, ndr); lo facciamo perché Francesca Albanese rappresenta una speranza. Perché il suo impegno traccia una strada da portare avanti. Perché mostra a tutti noi quali sono le nostre responsabilità di fronte a un genocidio. Ci indica quali aziende boicottare; ci spiega che comprare un farmaco prodotto in quei territori va a finanziare le stragi. Consegnare la cittadinanza ad Albanese sarebbe una forma di ragionamento politico, affinché la pace di un popolo abbia una conseguenza pratica».
Accuse di antisemitismo
Alle motivazioni di Fondamenta-Avs l’opposizione ha ribattuto senza sconti. La Lega ha interpretato la mozione come un simbolo di «antisemitismo travestito da antisionismo, di una virulenza deflagrante, fomentata da una sinistra che punta a negare il diritto all’esistenza di Israele, vuole stravolgere la verità e sembra portarci ai tempi nefasti delle leggi razziali e alle discriminazioni per chi non si allea. Ma – ha continuato Enrico Sirotti Gaudenzi – come noi siamo liberi di criticare, Avs è libero di aderire a queste nuove forme di fascismo».
Su questa accusa Censi si è sentito chiamato in causa, rivendicando con decisione e orgoglio l’antifascismo suo e del suo partito, e dicendo di essere anche pronto ad azioni legali di fronte a un’accusa così infamante. Poi ha contrattaccato: «I rappresentanti del nostro partito non hanno attentato alla Repubblica come i vostri». Dopodiché, provocato da Fratelli d’Italia perché la sinistra non avrebbe mai il coraggio di citare «gli stermini dei regimi comunisti», Censi ha ricordato la «incostituzionalità del fascismo e non del comunismo».
Nel merito della figura di Albanese, il consigliere della Lega lo ha definito «un personaggio discusso e divisivo, di cui conosciamo le esternazioni intrise di antisemitismo, antisionismo e le interpretazioni personali e unilaterali della storia contemporanea in Medio Oriente».
Maggioranza spaccata
Chi non ha nascosto il peso della decisione se conferire l’onorificenza o meno all’esponente dell’Onu è stato il Pd, che ha dichiarato più volte «meritoria l’attività della dottoressa Albanese perché con le sue esternazioni, di cui non esistono smentite – ha riportato Angela Giunchi – ha affermato che le aziende hanno tratto profitto dai conflitti». Perché - hanno continuato i dem - «il genocidio è un crimine collettivo sostenuto anche da Stati terzi che hanno permesso la sistematica violazione del diritto internazionale da parte di Israele». Ma, considerando la cittadinanza onoraria un riconoscimento sul quale tutti dovrebbero convergere «per amore di unione – hanno spiegato gli esponenti del Pd – e avversione alla divisione, nonché per rispetto verso chi non la pensa come noi», si è scelto di votare no alla mozione. E da parte del Pd non sono mancate critiche a Fondamenta-Avs, che è stata rimproverata dal capogruppo dem, Francesco Rossi, di aver polarizzato il contenuto del testo sulla figura della stessa relatrice Onu, «invece che su quanto accaduto a Gaza».
È caduto inascoltato anche un ultimo appello esplicito fatto da Censi agli alleati del centrosinistra a scegliere almeno l’astensione invece che il no.
«Inadeguata»
Fratelli d’Italia ha evidenziato che il Consiglio comunale è stato costretto a focalizzare il proprio dibattito su «una figura che si è dimostrata inadeguata nell’interpretare il ruolo che l’Onu le ha conferito. Albanese – ha sostenuto Marco Casali – ha usato il suo incarico internazionale per far prevalere convinzioni ideologiche personali». Poi ha citato «l’intrusione di gruppi “Pro Pal” e antagonisti nella redazione del quotidiano “La Stampa” dei mesi scorsi», tacciata come «atteggiamento e manifestazione tipicamente fascista».
Altre posizioni
Tra i banchi della maggioranza solo Vittorio Valletta, del Movimento 5 Stelle, ha difeso con convinzione la mozione e Francesca Albanese e ha votato sì, mentre l’hanno respinta Cesena 2024, «perché non restituisce nulla alla città, in quanto, una larga parte dei cesenati non è d’accordo», e Popolari per Cesena, «perché una cittadinanza onoraria deve unire la comunità intorno a figure che incarnano valori universalmente riconosciuti e alcune posizioni assunte da Albanese non hanno queste caratteristiche».
Nelle file della minoranza, no anche di “Cesena siamo noi”, che ha parlato di «mancanza di rispetto da parte di Fondamenta-Avs verso la cittadinanza, perché in un contesto geopolitico preoccupante e a rischio deriva la politica deve unire non aiutiamo la comunità».