Il mercato residenziale nel territorio di Forlì-Cesena torna a dare importanti segnali di vitalità. Superata la fase di rallentamento degli anni 2023 e 2024, l’anno scorso c’è stata un’evidente crescita delle compravendite, arrivate a quota 5.056, l’8% in più dell’anno precedente. Indicazioni positive arrivano anche dal mercato degli affitti, che sempre in provincia ha visto la registrazione di 6.458 nuovi contratti di locazione abitativa nel 2024 e un’ulteriore espansione nel 2025, con una crescita della domanda e un aumento dei canoni.
I dati sono contenuti nel Rapporto 2025 del mercato immobiliare di Forlì-Cesena, redatto dalla Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari Forlì-Cesena), presentato questa mattina nella sede di Confcommercio Cesenate.
Compravendite
A trainare il recupero delle compravendite è Forlì che, dopo due anni di contrazione, registra uno slancio grazie a quasi 1.600 transizioni effettuate nel 2025: +10,2% rispetto al 2024.
Emerge insomma un ritrovato interesse per il mercato urbano, «favorito - spiegano Giorgio Ambrosini e Matteo Guerrini, presidenti di Fimaa Forlì-Cesena - dalla stabilità dei tassi dei mutui che conferiscono migliori condizioni di credito e dai servizi e dotazioni territoriali tipiche delle città più grandi».
Anche i comuni non capoluogo confermano l’andamento positivo, con 3.464 compravendite concluse e una crescita annua del 7%. Cesena fa da padrona, con la domanda di immobili residenziali che si mantiene stabile e attenta alla qualità delle costruzioni extraurbane.
Non manca una nuova inclinazione dell’utenza: «Il mercato del mattone si conferma centrale per le famiglie - sottolinea Ambrosini - con una crescente ricerca di qualità nelle abitazioni. Gli utenti cercano per lo più immobili di recente o nuova costruzione; innovativi sul piano tecnologico e ad alta efficienza energetica».
Fattori negativi e positivi
Tra le criticità strutturali del mercato, il report Fimaa rileva l’insufficienza dell’offerta a rispondere alla richiesta di case, ribadita dal 30,8% degli operatori della federazione che sono stati interpellati. A questo si aggiungono i costi di ristrutturazione sempre più elevati per il 23,1%, «e questo ha contribuito alla riscoperta del nuovo»; l’aumento dei prezzi (anche in questo caso per il 23,1%); la scarsità delle nuove costruzioni, per cui «crescono interesse e ricerca - chiarisce Guerrini - ma ci sono pochi cantieri attivi e a prezzi alti»; la tendenza sempre maggiore a «vendere ancor prima di aver costruito»; la carenza di immobili ristrutturati di piccole o medie dimensioni (per il 7,7%). Infine, preoccupano «le tensioni geopolitiche e l’instabilità internazionale, che anche sul piano dei tassi, oggi stabili, a causa della guerra in Medio Oriente, potrebbero aumentare nel 2026».
A influenzare in positivo il mercato immobiliare sono invece la fiducia e la domanda nell’acquisto immobiliare, cresciuti del 20%; la dinamicità del mercato degli investimenti, altro 20%; i tassi, fissi e variabili, dei mutui ancora sostenibili, indicati dal 50% degli operatori Fimaa; le buone opportunità offerte dagli affitti brevi (10%).
Prezzi e variazioni
Le stime per i primi sei mesi del 2026 descrivono un mercato stabile, con prezzi in espansione che confermano la fiducia degli operatori verso un’evoluzione positiva dei valori immobiliari. I prezzi di vendita nel 2025 hanno registrato variazioni percentuali del +5,1% a Forlì (2.202 euro al metro quadrato per le abitazioni nuove; 1.441 per quelle esistenti); del +6,3% a Cesena (2.130 euro al metro quadrato le nuove costruzioni; 1.559 le usate); del +6,9% a Cesenatico (4.708 euro al metro quadrato per alloggi nuovi; 3.215 per i già esistenti); +3,9% per gli altri comuni non capoluogo (tra cui Gambettola si attesta a 2.150 euro al metro quadrato per gli immobili di nuova costruzioni e 1.400 per gli esistenti).