Cesena, i “ragazzi del treno” del Pascal di nuovo a scuola insieme dopo 50 anni con un oscilloscopio in dono

Cesena
  • 20 maggio 2026

Non una semplice rimpatriata di ex compagni di classe ma un atto d’amore per la scuola dove si diplomarono mezzo secolo fa, accompagnato da un gesto concreto e generoso: la donazione di un’apparecchiatura per il laboratorio dove si stanno formando gli studenti di oggi.

Può essere riassunto così il ritrovo di quelli che si definiscono “i ragazzi del treno”, gli ex studenti della 5a ED Elettronica dell’Istituto tecnico “Pascal”, diplomati nel 1975, che si sono ritrovati l’8 maggio tra i banchi della loro vecchia scuola. All’epoca arrivavano da tutta la Romagna, affrontando sacrifici quotidiani per inseguire la passione per l’elettronica. Oggi, in una continuità intergenerazionale, hanno voluto donare ai laboratori di Automazione un moderno oscilloscopio in grado di effettuare speciali misure nell’ambito dei sistemi automatici.

Ad accoglierli è stata la classe 2a A con il professore Francesco Filomena, responsabile del Dipartimento di Elettronica del Pascal, insieme al collega Leonardo Canducci e alle collaboratrici del dirigente, Sara Gradara ed Elena Brandolini. I periti del ’75 hanno incontrato gli studenti, dando vita a un proficuo scambio, evidenziando che il “Pascal” è non solo un centro di eccellenza tecnica, ma una comunità capace di costruire amicizie lunghe una vita intera.

«Tornare tra queste mura - ha detto Davide Lucchi, uno degli ex studenti, parlando a nome di tutto il gruppo - per noi non è solo un esercizio di memoria, ma un ritorno a casa». Quanto all’oscilloscopio donato, è stato descritto come «un gesto di riconoscenza verso un Istituto che ci ha dato le basi per il nostro futuro. Abbiamo iniziato questa tradizione venticinque anni fa, in occasione del nostro 25°, con la prima donazione. Oggi celebriamo il 50° anno dalla maturità con questo nuovo strumento. E, visto che la nostra amicizia non accenna a invecchiare, abbiamo già messo in calendario la prossima donazione per il 75°». Rivolgendosi agli attuali studenti, i loro predecessori hanno detto: «L’Itis per noi è stato una palestra di vita e di intraprendenza. Forse oggi la chiamereste “startup”, ma per noi era la “strategia dei panini”. All’arrivo in treno ci dividevamo i compiti: chi recuperava la materia prima, chi in classe preparava e chi distribuiva. Con il ricavato ci pagammo le vacanze sulla neve insieme ai nostri docenti». Tra questi, è stato ricordato il particolare «il mitico professor Milandri, per tutti “Spazzolone”, un grande luminare di elettrotecnica ed elettronica, che ci ha trasmesso la passione e il rigore che ancora oggi ci portiamo dentro». Poi c’è l’oggi: «Lo spirito di squadra è il nostro segreto: da oltre cinquant’anni ci ritroviamo periodicamente, quasi al completo, a tavola. Siamo la prova che la scuola può creare non solo professionisti, ma anche fratelli. Però il nostro sorriso ha un velo di malinconia. Vogliamo ricordare due amici che hanno condiviso con noi quei viaggi e quei sogni, ma che purtroppo non sono più qui: Paolo e Franco. La loro memoria è parte integrante di questo dono». Un dono accompagnato da un augurio: «Usatelo per scoprire la tecnologia, ma impegnatevi soprattutto a costruire rapporti umani come i nostri. La tecnica evolve, ma un’amicizia che dura cinquant’anni è il successo più grande che possiate ottenere».

Protagonisti della rimpatriata sono stati Francesco Filomena, Pier Giorgio Batani, Alessandro Sandri, Tiziano Coveri, Franco Valbonesi, Flavio Rossi, Davide Lucchi, William Gaddoni, Aldo Rodi, Normanno Bartoli, Claudio Marchetti, insieme all’insegnante Leonardo Canducci. Hanno partecipato alla donazione ma non sono riusciti ad essere presenti alla cerimonia anche Claudio Ceroni, Egisto Bertozzi, Daniele Moroni, Learco Guerra, Daniele Valgimigli, Claudio Bartoli, Luciano Allegretti, Paolo Pazzi, Bruno Timoncini, Guido Scarpetti.

Dal “Pascal” ringraziano per l’intenso momento.

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