Mercoledì, in Biblioteca Malatestiana, si è tenuto il decimo incontro del ciclo “La ricerca scientifica raccontata da chi la fa”, promosso dall’associazione Nuova Civiltà delle Macchine. Al centro dell’appuntamento, il tema delle auto a guida autonoma e l’etica dell’intelligenza artificiale (IA). Ospite dell’evento Gabriele Graffieti, Senior Algorithm Engineer presso Ambarella, in dialogo con Marian Gacea dell’associazione di divulgazione scientifica Minerva.
“Le auto autonome partono dai sensori, che sono gli occhi del veicolo”, spiega Graffieti. Le telecamere raccolgono i dati che vengono elaborati per costruire una mappa dell’ambiente circostante.
Su questa base si sviluppano diverse fasi, come la definizione di corsie e incroci; il rilevamento degli ostacoli statici e dinamici; la previsione di movimenti futuri degli oggetti e la scelta delle azioni da compiere. Infine, il sistema passa al controllo fisico del veicolo integrando modelli di intelligenza artificiale e sistemi di controllo tradizionali.
Secondo Graffieti, lo sviluppo della guida autonoma si muove su tre direttrici principali: il trasporto merci, il settore più promettente e meno visibile; i robo-taxi, già attivi in città come San Francisco e Las Vegas; le auto private autonome, ancora lontane dalla diffusione su larga scala, non tanto per limiti tecnologici, quanto per costi elevati e per problemi legati alla durata e affidabilità dei sistemi.
In Italia, ad oggi, la diffusione è rallentata soprattutto dal quadro normativo e burocratico. Per testare veicoli autonomi è necessario ottenere autorizzazioni specifiche, con veicoli dotati di targhe speciali e conducenti in possesso di una patente dedicata.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della sicurezza e alle implicazioni etiche. “Il rischio zero non esiste”, ha ricordato il ricercatore. Tuttavia, i sistemi autonomi possono ridurre gli incidenti legati a distrazione e stanchezza, principali cause degli errori umani. Resta però aperta la questione etica su come deve comportarsi un’auto in situazioni critiche e su quali saranno gli effetti sul lavoro.
All’incontro sono stati presentati i risultati del progetto Interreg GINEVRA, improntato sulla mobilità sostenibile e a guida autonoma. Nel novembre scorso, il progetto ha portato a Cesena un prototipo di autobus a guida autonoma, testato nel parcheggio della Fiera. Circa 120 persone hanno partecipato alla dimostrazione, sperimentando in prima persona cosi significa viaggiare a bordo della navetta senza conducente e scoprire da vicino come la tecnologia possa trasformare la mobilità urbana.
Il tema, come dimostrato dalla partecipazione all’incontro e dall’interesse del pubblico, è destinato a restare al centro del dibattito nei prossimi anni. “In un mondo in cui la corsa all’IA è sempre più intensa, anche nei contesti geopolitici, è fondamentale capire come usarla in modo responsabile”, è stato il messaggio che Gacea e Graffieti hanno voluto trasmettere.