Cesena, giovani entrano al Palazzaccio e accendono un fuoco: «Non una bravata, ma un fatto grave»

Cesena

Edificio di rilevanza storica e culturale per la città protetto dalla Soprintendenza. Costruito nel XVIII secolo e avvolto da un’aura leggendaria, ha attirato l’attenzione di generazioni di giovanissimi abituati a intrufolarsi al suo interno in cerca dei segreti che si narrava custodisse. Il Palazzaccio di via Torquato Tasso alla Fiorita, da anni al centro di un serrato dibattito riguardo la sua struttura danneggiata, deteriorata e pericolante è risalito agli onori delle cronache per l’ultimo episodio di maleducazione e vandalismo che l’ha coinvolto.

L’episodio

Nei giorni scorsi, un residente, allarmato dal fumo che usciva dai locali del Palazzaccio, ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Non si trattava di un incendio di grandi dimensioni, ma di un rogo contenuto acceso con legna ed erba secca. Comunque sufficiente per agitare gli abitanti della zona ormai abituati a difendersi dai pericoli derivanti dalla precarietà della struttura e dalla frequentazione poco rassicurante del quartiere.

All’arrivo dei pompieri, i presenti avrebbero notato, intento a scappare dall’interno dell’edificio, un gruppo di giovani, identificato come probabile responsabile delle fiamme. E che per entrare avrebbe reciso la recinzione.

La critica

Stimolato dall’accaduto e «dall’esasperazione dei residenti che da anni chiedono che il Comune si faccia carico sia della struttura decadente del Palazzaccio che della totale assenza di sicurezza nella zona», ha dichiarato Luigi Cannito di Cesena Siamo Noi, anche la politica cesenate ha riacceso i riflettori sull’immobile settecentesco. «Un fuoco acceso all’interno di un’area recintata, utilizzando legna ed erba secca, con l’aggravante del taglio della rete per poter entrare – ha denunciato – non è una bravata, né un semplice episodio di bivacco. È un fatto che avrebbe potuto avere conseguenze più serie e che dimostra quanto sia necessario aumentare i controlli e agire tempestivamente».

Poca sicurezza

Sul posto è intervenuta anche la Polizia locale che, ha risposto alle pressanti richieste di maggiore presidio avanzate dai residenti presenti riportando, ancora una volta, la difficoltà legata alla carenza di personale. «Una situazione – ha affermato Canniti – che non può diventare una giustificazione permanente di fronte a fenomeni che rischiano di aggravarsi». È alla Fiorita, infatti, che sono state individuate tracce dello «spostamento di soggetti soliti a bivaccare nell’area della stazione ferroviaria», ha riportato Canniti.

Le richieste

Csn ha invocato una “rigenerazione urbana e sociale”. Da attuare in sinergia tra Amministrazione, residenti, Università e associazioni del quartiere. «Il Comune deve intervenire per mettere in sicurezza e recuperare l’edificio – ha ammonito Canniti –, che oggi versa in stato di degrado. Ha il tetto divelto e l’area circostante è soggetta a fenomeni di intrusione e utilizzo improprio». In conclusione, ha poi sollecitato di «garantire la sua manutenzione e rivederne la destinazione d’uso».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui