Nessuno deve sentirsi abbandonato, ma soprattutto tutti possono fare qualcosa per sé stessi e per gli altri. Dietro questa apparentemente semplice equazione risiede l’essenza di un percorso. Una missione che dal 1979 a oggi affianca e sostiene coloro che, per colpa di un destino incontrollabile, hanno sbattuto contro quella interiore e desolante sensazione di solitudine. Eccellenza riconosciuta su scala nazionale nel campo della ricerca e della lotta ai tumori, lo Ior (Istituto Oncologico Romagnolo), nella sua continua campagna di sensibilizzazione alla prevenzione, ha scelto di puntare sul settore in cui questa necessità di aiuto reciproco trova la sua massima espressione: lo sport. Lo ha fatto coinvolgendo nel suo ultimo spot pubblicitario, prodotto da Bottega Finzioni e già in onda sui canali Rai e sui social, i ragazzi della prima squadra della Asd Livio Neri Basket di Cesena.
Davanti a 390 mila persone che ricevono ogni anno una diagnosi di cancro in Italia, lo Ior ha voluto dimostrare come dietro questa cifra ci siano storie di vita, emozioni e sentimenti sempre diversi. Con l’intento di far capire come ciascuna di esse, anche dopo la drammatica notizia, possa rovesciare la propria prospettiva attraverso la prevenzione, vessillo della quarantennale attività dello Ior. E dov’è che prevenzione e prospettiva si intrecciano? Nei giovani. E nello sport si fondono fino a diventare un unico elemento. Così è nata la collaborazione tra Ior e la Livio Neri Basket, per spiegare anche ai giovani atleti l’importanza del «volersi bene e del crescere sani». Perché «è solo dalla creazione di un uomo consapevole che si costruisce un atleta», spiegano Fulvio e Andrea, fratelli del compianto Livio, a cui è intitola l’associazione sportiva che ha fatto di quelle parole il suo motto.
Tra due realtà in apparenza lontanissime è nata una collaborazione orientata allo stesso scopo, che si è concretizzata in una breve narrazione video girata tra i giardini Serravalle, l’Osteria del Perditempo in centro storico e il Prime Center di via San Cristoforo. Nello spot prodotto viene messa in risalto la sensazione di vuoto che, all’improvviso, avvolge chi scopre di essere malato di tumore. Momenti in cui tutto si ferma. Fino a sembrare il primo passo verso la fine. Ed è qui, come è facile intuire anche dalle scene, che viene in gioco l’importanza della prevenzione, ma soprattutto del donare alla ricerca. A dimostrazione di come chiunque possa essere utile agli gli altri. Così il normale e quotidiano giocare in un campetto dei ragazzi dell’Asd di pallacanestro, diretti da Antonio Monti, diventa il simbolo di come la condivisione delle difficoltà siano, in fondo, il primo passo verso una «una nuova prospettiva». Per tutti.