Cesena, garante dei diritti dei disabili: il no all’istituzione scatena tensioni in Consiglio comunale

Cesena

Anche questa volta niente da fare: tutte le mozioni presentate da Fratelli di Italia nel Consiglio comunale che si è riunito ieri sera sono state respinte dalla maggioranza. Compreso l’atto che chiedeva all’amministrazione l’impegno a istituire nel Comune di Cesena il garante dei diritti delle persone disabili. Si tratta di una figura definita dalla convenzione Onu come centrale per la tutela della disabilità, già recepita da due leggi nazionali, autorizzata a intervenire nel pubblico e nel privato in caso di disfunzioni o irregolarità che colpiscano soggetti affetti da qualsiasi forma di disabilità.

Per il Partito Democratico, il provvedimento sarebbe stato sostanzialmente di troppo. «Aggiungere figure burocratiche potrebbe non essere vantaggioso - è la posizione presa - L’amministrazione ha introdotto diverse misure dedicate alla disabilità: il Peba, la Disability Card, il Cude, un vademecum per le attività commerciali, parcheggi personalizzate». E poi c’è «lo sportello difensore civico regionale allestito presso la Provincia, che svolge un ruolo di garanzia degli interessi dei cittadini davanti all’amministrazione». E, ancora, «lo sportello antidiscriminazione a tutela delle persone disabili».

A sostegno dell’elenco, il Pd ha lanciato una provocazione che ha acceso la discussione. «Tutte queste iniziative sono arrivate dopo un confronto con le associazioni del territorio che si occupano di disabilità. Ci saremmo aspettati che una mozione come quella presentata fosse scaturita da un dialogo con quelle realtà».

Sottolineando come tra quelle declinate dal Pd «non ci siano motivazioni valide per bocciare la mozione», FdI ha spiegato di non avere rapporti con le quelle associazioni, diversamente dalla Giunta. «La nostra proposta viene dalle richieste dei cittadini - hanno ricordato i proponenti - A differenza della maggioranza, noi non abbiamo rapporti con le associazioni. Che, pur avendo manifestato, in contesti non istituzionali, l’augurio che venisse approvata questa mozione, non hanno la volontà di interagire con noi. Non siamo noi il loro interlocutore principale, bensì il Comune, che finanzia le loro attività. Pertanto, è difficile possano contraddirlo».

Queste parole hanno irritato la maggioranza, che vi ha letto un’accusa di “clientelismo”, come hanno urlato i consiglieri di Cesena 2024.

FdI ha chiesto di replicare per difendersi, in quanto «nessuno ha mai azzardato affermare un’accusa del genere che richiama a metodi di stampo mafioso». Il presidente del Consiglio comunale, Filippo Rossini considerando l’asserzione di Cesena 2024 una «valutazione politica» su una frase pronunciata da FdI, l’ha però ritenuta non censurabile, rigettando l’istanza di Fratelli d’Italia.

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