Cosa fare del Ponte Nuovo? Non metterci mano, lasciando tutto come sta, ipotesi che sembra remota dopo il disastro accaduto nel maggio 2023? Mantenere parzialmente la struttura esistente? Demolirlo e costruire ex novo un ponte a un’unica campata. O addirittura creare un ponte mobile, un’altra suggestiva idea che ha lanciato qualcuno, anche se parte improbabile?
A dare un’indicazione preliminare, che sarà importante per decidere in che direzione andare e passare poi alla fase di progettazione, se si interverrà, sarò uno studio approfondito. Il Comune lo ha affidato agli specialisti della società “Enser” di Faenza, che saranno chiamati a produrre il Documento di fattibilità delle alternative progettuali. Si tratta di un atto previsto dalla legge, preliminare alla realizzazione di ogni grande opera. Anzi, è una valutazione, prima di tutto, sul se eseguire determinati lavori infrastrutturali particolarmente rilevanti. Lo studio di ingegneria “Enser Srl” è lo stesso che tra non poche polemiche ha elaborato quel documento in riferimento alla circonvallazione di Calabrina e Villa Calabra.
Tra i vari punti che la relazione dovrà chiarire l’analisi dello stato di fatto dell’area del ponte, l’analisi della compatibilità dell’eventuale intervento con gli strumenti urbanistici e della mappa del rischio archeologico, il confronto tecnico e finanziario tra le varie le opzioni, la valutazione dell’impatto delle opere ipotizzate sulla viabilità, lo studio di fattibilità idraulica, anticipazioni grafiche tramite rendering dell’aspetto che potrebbe avere un ponte tutto nuovo o un ponte modificato.
Per questo complesso lavoro “Enser” riceverà un compenso di circa 60mila euro. La relazione dovrà essere consegnata entro il 31 dicembre, dopodiché inizierà la fase di informazione e coinvolgimento dei cittadini e del dibattito politico, che è facile immaginare che sarà acceso. Poi arriverà il tempo delle decisioni.
L’incarico affidato è comunque un momento epocale di una lunga storia che iniziò nel 1914, quando alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale di iniziò a costruire il Ponte del Risorgimento (da tutti i cesenati chiamato Ponte Nuovo), fino al completamento e all’inaugurazione nel 1919.