Il connubio tra le zone industriali e i motorini truccati persiste da generazioni. Gli appassionati delle due ruote si ritrovano in questi luoghi poco frequentati di sera, per girare e mostrare i propri mezzi agli amici, producendo un forte rumore. Proprio di questo si lamentano i residenti di via Larga di Sant’Andrea in Bagnolo, che vengono disturbati dal suono delle marmitte dei motorini che si radunano nel parcheggio dell’Arca, in via Adele Bei, parallela a via Larga.
“Da più di dieci anni viviamo questa situazione - spiega un abitante della zona -. A parte i mesi invernali, durante il resto dell’anno i ragazzi popolano il lungo rettilineo del parcheggio con i loro mezzi modificati”.
Utili ma fino a un certo punto gli interventi delle forze dell’ordine effettuati in passato. “All’inizio del fenomeno venivano svolte delle gare, anche con il pubblico. Poi, grazie alle prime mediazioni degli agenti, hanno smesso di gareggiare, ma i raduni sono perdurati. Ora si ritrovano in decine, senza una cadenza regolare, ma ogni tanto capita anche 1 o 2 volte a settimana”.
In questi ritrovi, la maggior parte dei mezzi non sono idonei alla circolazione. Ma c’è chi prende le precauzioni: “Qualche anno fa venne a parlarmi il padre di un ragazzo - racconta il residente di via Larga - e mi disse che portava la moto al raduno caricandola sul furgone perché non poteva circolare”.
Visti i loro diversi tentativi andati a vuoto, tempo fa i residenti hanno contattato la direzione del Quartiere Dismano, che ha già provveduto a fare segnalazioni sempre alle forze dell’ordine, anche se tra i vertici qualcuno ha spezzato una lancia a favore dei ragazzi: “Sono già due volte che i ragazzi si spostano per fare i raduni, prima al parco di Pievesestina, poi nella zona di Ottimax e infine in via Adele Bei”, ha dichiarato qualcuno della direzione, auspicando che queste lamentele siano davvero fondate.
Ora gli abitanti stanno iniziando a raccogliere le firme, “per cercare di trovare una soluzione in maniera pacifica, ma se non ci dovessimo riuscire, saremmo costretti a sporgere una denuncia”, hanno concluso.