Cesena, flashmob lunedì 16 febbraio al Bufalini al sostegno dei medici indagati a Ravenna per i certificati a tutela dei migranti

Cesena
  • 15 febbraio 2026

Torna a fare sentire la propria voce con un flash mob di dieci minuti un gruppo di operatori sanitari del Bufalini. In buona parte, ma non solo, sono quelli che si erano mobilitati contro quanto è accaduto a Gaza, con l’uccisione di massa di medici e infermieri, la distruzione degli ospedali, impedimenti messa da Israele alla fornitura di farmaci e apparecchiature per la salute e lo smantellamento del sistema di cure di base per la popolazione palestinese. Ora la loro denuncia pubblica è a difesa di colleghi accusati di presunte irregolarità nel rilascio di certificati medici che hanno attestato la inidoneità sanitaria per alcuni stranieri a essere trattenuti nei Centri di permanenza per i rimpatri. Alle 13.30 ci sarà un raduno di solidarietà a sostegno del personale sanitario del reparto di Malattie Infettive di Ravenna finito nei guai. L’iniziativa nasce a seguito della perquisizione eseguita nei giorni scorsi all’interno di quel reparto, nell’ambito di un’indagine giudiziaria. «Le modalità di accertamento, degne di reati violenti e contro la persona, ci sono risultate estremamente impattanti sull’unità operativa e sui sanitari coinvolti - dicono i sanitari cesenati - Nel pieno rispetto dell’autonomia e del lavoro della magistratura, sanitari, studenti delle professioni sanitarie e cittadini intendono esprimere vicinanza e sostegno a chi ogni giorno opera nel Servizio sanitario pubblico con competenza, responsabilità e rispetto del codice deontologico».

Il flash mob organizzato vuole essere «un gesto collettivo di solidarietà e un richiamo al valore del lavoro di cura, alla dignità professionale degli operatori sanitari e alla tutela del sistema sanitario pubblico».

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