Cesena Fiera vuole un cda più grande e con compensi ridotti per fare spazio ai soci privati ed essere più collegiale

La sala comando di Cesena Fiera potrebbe presto diventare più affollata.

Al momento, lo Statuto della società che ha a Pievesestina il proprio quartier generale prevede che nel consiglio d’amministrazione potessero essere nominati 3, 5 o 7 membri. In questo momento sono sette, di cui tre sono nominati dalla pubblica amministrazione, ossia dai Comuni di Cesena e di Roncofreddo e dalla Camera di commercio, che hanno scelto Patrizio Neri (presidente, inizialmente indicato da soci privati ma poi attribuito alla quota pubblica) Paolo Lucchi e Lorenzo Tersi. Ora si vuole aggiungere la possibilità di arrivare a 9 componenti, nel qual caso quelli di nomina pubblica salirebbero a 4.

L’assessore Camillo Acerbi, durante una commissione consiliare in cui è stata presentata e discussa la novità, da mettere ai voti in Consiglio comunale (convocato per oggi), ha spiegato che questa modifica è stata chiesta da Cesena Fiera per due ragioni. La prima è quella di potere avere una squadra di amministratori in grado di avere una gamma più ampia di competenze mirate e diversificate. Questa esigenza è emersa in particolare dopo l’uscita di scena del presidente Renzo Piraccini, che sia per la lunga esperienza e le capacità su vari fronti, sia per il suo stile manageriale verticistico e poco propenso a delegare, accentrava nelle sue mani molte funzioni. Come ha osservato l’assessore Acerbi, la nuova gestione sarà più collegiale, con maggiore distribuzione di deleghe.

L’altra necessità segnalata da Cesena Fiera è quella di coinvolgere un maggior numero di rappresentanti dei 22 soci della compagine, che attualmente hanno poco spazio nella loro parte privata, visto che elegge solo 4 membri a fronte dei propri 19 soci. Il totale dei compensi resterà immutata, cioè pari a 3 mila euro lordi all’anno a testa: in caso di 9 componenti del cda, si scenderebbe a 2.333 euro ciascuno.

Marco Casali, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha osservato che 9 consiglieri sono molti in proporzione ai dipendenti, che sono 13 in tutto. Marco Giangrandi (Cesena siamo noi) ha invece ricordato che le regole in vigore prevedono che il numero di componenti del cda non possa superare le dimensioni del personale dell’ente.

Se il Consiglio comunale darà il via libera alla modifica statutaria, è facile immaginare che molto presto il cda delibererà di affrontare il mandato triennale non più con 7 membri ma con 9.

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