Cesena, Festival “Agorà”: aria di pienone e budget coi fiocchi

Inizia oggi la full immersion culturale nel festival “Agorà” e, dopo l’entusiasmo per la prima edizione dello scorso autunno, con oltre 9mila presenze complessive ai vari eventi, questa è un po’ la prova del nove. Quest’anno non c’è il grande nome di richiamo, come è stato al debutto lo storico Alessandro Barbero, ma il livello medio dei relatori è elevatissimo e c’è davvero l’imbarazzo della scelta, per la varietà di modi in cui sarà declinato il tema scelto dall’editore Laterza per questa edizione 2026: “Autorità e fiducia”. Per il resto la formula vincente è stata confermata: tanti appuntamenti (ben 29), concentrati in tre giorni di fila e in un perimetro ristretto in pieno centro, “rimbalzando” tra teatro Bonci, Palazzo del Ridotto e Biblioteca Malatestiana. Anche col rischio di sovrapposizioni, che obbligheranno i partecipanti a fare scelte a volte “dolorose”. D’altronde, questa densità estrema viene considerata uno dei segreti del successo dell’iniziativa, perché alimenta la voglia di socialità e di condivisione. Qualcosa che fino a pochi anni fa si pensava superficialmente potessero fare soprattutto le iniziative gastronomiche. Ma poi i cesenati hanno dimostrato (e non solo in occasione di “Agorà” ma con altre iniziative molto amate come “La Bellezza delle Parole”) che, pur continuando ad apprezzare anche quell’aspetto, sono assetati di cultura. Tanto che l’anno scorso, in diversi incontri, in decine sono rimasti fuori per problemi di capienza insufficiente delle sale.

Che “Agorà” abbia un appeal che oltrepassa i confini del circondario, e abbia tutte le carte per affermarsi come evento culturale identitario di Cesena, lo dimostra anche il momento inaugurale. Alle 15.30, al teatro Bonci, interverranno autorità istituzionali di spicco: Michele De Pascale, presidente della Regione, Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura, il sindaco Enzo Lattuca, Camillo Acerbi, assessore comunale alla Cultura (a cui va riconosciuto il merito di avere accompagnato bene il risveglio culturale degli ultimi anni), oltre a Giuseppe Laterza, editore. A condurre l’incontro sarà la giornalista Elisabetta Zandoli.

Poi romperà il ghiaccio, con la lectio “Non fidarsi è meglio?”, lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi. Introdotto da Giuseppe Laterza, esplorerà una delle questioni più urgenti del nostro tempo: capire di chi e di che cosa possiamo fidarci.

Lo spessore di “Agorà”, oltre che dal parterre degli ospiti “di riguardo” e alle doti dei relatori, è testimoniato anche dall’impegno organizzativo che ci sta dietro, alimentato da non poche risorse economiche. Il festival, ad accesso libero e gratuito, ha un costo complessivo di 370mila euro. Grava però in misura ragionevole sulle casse del Comune (e quindi della collettività), che copre con risorse proprie 49.100 euro, pari al 13% del costo. I restanti 320.900 euro provengono tutti dall’esterno. Per esempio, da un contributo della Regione di 34.300 euro, nell’ambito di un bando (lo stesso grazie a cui Forlì prende 52.100 per il Festival del liscio), e dalla compartecipazione per una cifra di 20.000 euro della Camera di Commercio della Romagna all’organizzazione degli eventi sui temi economici. Poi danno una grossa mano gli sponsor privati. I più generosi sono Hera, Cia-Conad e Crédit Agricole, ma è importante anche la disponibilità delle Fondazioni (Romagna Iniziative e Fondazione Cassa di Risparmio Cesena). I contributori del festival, fra pubblici e privati, sono in tutto 20, ma se si considera che Romagna Iniziative è a sua volta è formata da una quindicina di aziende il supporto è ancora più ampio. Ci sono poi anche sponsor tecnici, che hanno messo a disposizione del festival beni o servizi. In pratica, per ogni euro messo dal Comune, c’è stato un effetto moltiplicatore di 4 volte e mezzo in termini di raccolta di sponsorizzazioni esterne. E il ritorno è sostanzioso, non solo per il valore in sé che ha la cultura, ma per l’indotto che il festival genera sul territorio a seguito della presenza di migliaia di persone. «L’anno scorso - fa notare l’assessore Acerbi - abbiamo avuto ristoratori e titolari di hotel e bed&breakfast che ci hanno detto di avere lavorato tanto e stessa cosa per le vendite nelle librerie», anche sulla scia degli incontri con autori che hanno organizzato con la rassegna “Agorà Off”, una sorta di antipasto dell’iniziativa principale.

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