Il 90% delle 802 fermate degli autobus collocate sul territorio comunale di Cesena non rispetta i criteri minimi di accessibilità previsti dalla legge. È quanto emerge dalla mappatura realizzata dall’Amministrazione per conoscerne le condizioni e le criticità. L’hanno illustrata il consigliere delegato Carlo Verona e l’assessore alla Mobilità Christian Castorri durante la seconda commissione. La schedatura servirà per avviare un percorso di adeguamento normativo e strutturale nell’arco dei prossimi tre anni.
Il piano di intervento definito dal Comune mira a eliminare le barriere architettoniche in tutti i punti di salita e discesa dai mezzi pubblici. Il censimento delle fermate ha dimostrato che su 802, le abilitate «già presenti e indicate nella cartografia di Amr (Agenzia Mobilità Romagna, ndr) - ha riportato Verona - sono 78 e 724 quelle non abilitate». Di queste, 536 necessitano di interventi strutturali, nonostante 13 di queste risultino già abilitate; 128 richiedono invece altre implementazioni. «Si tratta di sistemazioni che potranno essere eseguite in un breve periodo di tempo – ha assicurato Verona – e con una spesa contenuta. L’obiettivo è ottenere l’abilitazione di tutte le fermate entro la scadenza del mandato dell’Amministrazione».
Il prossimo step sarà la stima della spesa complessiva del programma di interventi che dal 2027 - ha fatto sapere Castorri - potrà contare su un pacchetto di risorse di «mezzo milione di euro contenuto in un decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica emanato per questi interventi».
Già definiti i criteri d’azione. «Al momento abbiamo un numero importante di fermate non accessibili che richiedono interventi consistenti – ha ammesso l’assessore – ma anche 128 fermate che necessitano di lavori meno complicati. E da queste partiremo. I principi che guideranno la realizzazione del programma saranno due: semplicità degli interventi e priorità alle fermate più utilizzate».
La cronologia degli interventi discende dai diversi parametri selezionati per la mappatura delle fermate e per il loro assetto futuro. «Siamo partiti dalla valutazione del percorso e della carreggiata su cui insistono le fermate – ha spiegato Verona – verificandone larghezza, lunghezza, distanza dalla sede veicolare e l’eventuale presenza di rampe e prevedendo già criteri minimi di pendenza: l’1% massimo, con l’8% come criterio di qualità come indicato dal Decreto 236. Lo spazio di salita per le fermate in rilievo rispetto alla carreggiata non potrà essere inferiore ai 13 centimetri e la profondità delle piazzole deve essere compresa tra 180 e 200 centimetri per consentire le manovre con le carrozzine».
Quanto alle attrezzature e agli apparecchi da installare alle fermate, ha elencato «paline e tabelle orarie con altezza fra 90 e 168 centimetri, come da decreto; segnali tattili e acustici; pensiline». Ma verranno predisposti anche parcheggi riservati a disabili in prossimità delle fermate, attraversamenti pedonali, illuminazione e nuove sedute.