Oggi è il giorno in cui avrà inizio, con l’elezione del nuovo cda di Cesena Fiera allargato da 7 a 9 membri, la fase due dell’era post Piraccini, dopo quella della gestione della situazione imprevista che si era venuta a creare con le sue dimissioni, e ci si arriva con qualche tensione. Non all’interno della compagina societaria, che sembra compatta nella decisione di confermare alla presidenza di Patrizio Neri, affiancato da due vice (che saranno probabilmente Carlo Costa e Lorenzo Tersi), ma nelle file politiche del sostenitore politico di maggioranza dell’azionista principale dell’ente, che è il Comune di Cesena, rappresentato dalla Giunta guidata dal sindaco Enzo Lattuca. La corrente di minoranza del Partito Democratico cesenate, quella che si è chiamata “Pd dal basso”, ha infatti inviato una lettera alla commissione di garanzia del partito per sollevare la questione del cumulo di incarichi. L’hanno firmata sette Dem: Paola Gregori, Maria Anna Lombardi, Alice Pasini, Moira Pedrelli, Alessandro Pilotti, Roberto Poni e Stefano Tellarini. Tutto nasce dal fatto che il 15 luglio 2025 l’assemblea territoriale del Pd approvò a larghissima maggioranza un ordine del giorno col quale invitava elette ed eletti iscritti al partito ad evitare il cumulo di incarichi in enti o società a partecipazione pubblica. Quella volontà - lamenta il gruppo “Pd dal basso”- non viene recepita da Stefano Bellavista, in quanto riveste il ruolo di presidente di Sogliano Ambiente Spa e anche Unica Reti Spa, e da Paolo Lucchi, che è consigliere d’amministrazione di Cesena Fiera Spa e pure dell’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” Irst Irccs. Il secondo, che tra le tante posizioni di rilievo ha occupato anche quella di sindaco di Cesena per 10 anni e ora di presidente di Legacoop Romagna, è una figura chiave della cabina di regia di Cesena Fiera e quindi la segnalazione ha a che vedere anche con le scelte che saranno fatte oggi dall’assemblea dei soci.
La commissione di garanzia del Pd, che era stata incalzata sulla questione fin dallo scorso mese di ottobre, ha però respinto le obiezioni, risollevate in queste ore, già il mese seguente. Innanzitutto, ha osservato che ha un dovere di vigilanza sullo Statuto e del Codice Etico e in quei documenti nulla è riportato circa il cumulo di incarichi. Quanto all’ordine del giorno in proposito approvato dall’assemblea Pd nell’estate 2025, ha fatto notare che è successivo alle nomine di Bellavista e Lucchi. Inoltre, esprime solamente un invito e non un obbligo. Per queste ragioni ha deciso all’unanimità di non avere nulla da eccepire sul comportamento dei due amministratori Dem su cui era stata chiesta all’organismo una valutazione. Dal canto suo, il sindaco Enzo Lattuca aggiunge che «Paolo Lucchi nel cda dell’Irst è stato nominato non dal Comune o da enti pubblici ma da un ente del terzo settore e peraltro non percepisce alcun compenso».