Cesena, edificio rialzato in piazza della Libertà, si riaccende il caso: nuovi controlli

Si riapre, con una serie di annunciate verifiche da parte del Comune, una vicenda edilizia annosa e intricata, in passato al centro di più scontri legali. Riguarda il grande edificio residenziale su un lato di piazza della Libertà in pieno centro: quello all’angolo tra la piazza stessa e corso Garibaldi, di fronte al retro della cattedrale. Fu costruito nel 1962 e nel 2007 la società “Il Duomo Srl” comunicò l’avvio di lavori di manutenzione. Il Comune contestò che l’intervento era andato ben al di là di come era stato presentato e costituiva quindi un abuso edilizio. Perciò fu emessa un’ordinanza di demolizione e ripristino, obiettando che in pratica era stata realizzata una soprelevazione dell’immobile, con modifiche rilevanti e senza permessi. La società, intanto, aveva chiesto una sanatoria pochi mesi dopo quella prima comunicazione di inizio dei lavori presentati come una semplice manutenzione.

Le passate battaglie legali

Si aprì una battaglia davanti ai giudici amministrativi, che a inizio 2014 si concluse con una pronuncia del Consiglio di Stato: in pratica, ai proprietari fu concesso di mantenere lo stato delle cose così com’erano (fin dalle fasi iniziali sostennero comunque che nulla poteva essere addebitato a loro ma semmai alla ditta che aveva eseguito i lavori) ma al tempo stesso tramontò la possibilità di intentare una causa civile con richiesta di risarcimento dei danni contro il Comune.

La questione fece però di nuovo clamore nelle aule dei tribunali, poco più tardi, perché era una di quelle su cui Graziano Castiglia, combattivo cittadino oggi 70enne, aveva incalzato l’Amministrazione comunale, fino a ricevere una denuncia per stalking nei confronti della macchina di Palazzo Albornoz, nel 2015, dall’allora sindaco Paolo Lucchi. Gli fu contestato che gli oltre 200 esposti, segnalazioni e denunce che aveva presentato nell’arco di 15 anni su vari temi, tra i quali questo, erano configurabili come azioni persecutorie. Gli fu rimproverato di intralciare il lavoro degli uffici. Nel 2019 venne però assolto.

Le nuove contestazioni

Nei mesi scorsi, tra le tante vicende di cui si sta occupando (a partire dalle condizioni dei corsi d’acqua, in relazione ai problemi esplosi in occasione dell’alluvione del 2023), è tornato alla carica anche sui “famosi” lavori in piazza della Libertà. Ha inoltrato un esposto, indirizzato non solo al Comune ma anche alla Procura della Repubblica, evidenziando vari elementi che, a suo avviso, dovrebbero fare partire nuovi accertamenti e conseguenti azioni. Per esempio, ha fatto notare che in una lettera del 2011 allegata alla sentenza del Tar del 2012 lo stesso rappresentante legale della “Duomo Srl” aveva dichiarato che «alcune falde di copertura dell’immobile erano state modificate durante i relativi lavori di manutenzione ordinaria». Inoltre, numerose foto fatte al palazzo in differenti periodi mostrerebbero vistose differenze tra la situazione pre-intervento e post-intervento: in particolare, da scatti effettuati nel 2004 emergerebbe che da un certo punto di un alloggio in quell’anno si vedeva interamente il campanile, mentre ora se ne vede solo la metà. Inoltre, sarebbero evidenti «la costruzione di una veranda, chiusure al terzo e quarto piano con la costruzione di ballatoi, aperture di finestre nel sottotetto e modifiche alla falda del tetto che dava sul cavedio posteriore, costruendo un grosso cornicione bianco, come dalle foto presenti nel libro dell’ex sindaco Giordano Conti». A proposito di storici politici del territorio, anche il compianto Mario Guidazzi aveva a suo tempo protestato per iscritto per il fatto che l’avvenuto rialzo del tetto, unendo le due torrette degli ascensori, aveva ostruito la visuale sulla Rocca dalla sua abitazione.

Controlli in vista

Ora Castiglia chiede di riesaminare tutta quanta la “partita”, chiedendosi tra le altre cose se le modifiche realizzate siano regolari e rispettino i parametri dal punto di vista sismico e se non ci sia un danno erariale per il mancato pagamento degli oneri che il privato avrebbe dovuto versare.

Dal Comune hanno risposto formalmente all’istanza del cittadino (che fa notare di avere «impiegato anni per studiare tutti i documenti amministrativi e tecnici»), assicurando che «il Servizio Controllo Edizio e Agibilità svolgerà le verifiche del caso».

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