“Mollo tutto e... compro casa a Dubai”. Non è il titolo di una commedia all’italiana, bensì la didascalia calzante del nuovo progetto imprenditoriale dell’agenzia immobiliare di Cesena “Vanguard The Real Estate Hub” di Cesare Giambartolomei. Sulla piazza da 18 anni e responsabile del progetto “I Giardini di Martorano”, moderno quartiere residenziale in via Ravennate, Giambartolomei ha deciso di lanciarsi all’assalto anche del mercato degli Emirati Arabi Uniti. Coadiuvato da una squadra di colleghi che abitano e lavorano a Dubai, vorrebbe portare gli investitori della Romagna a mettersi in gioco nel mondo del mattone degli Sceicchi. I vantaggi? Crescita economica costante; regime fiscale vantaggioso e rendimenti da locazione tra i più alti al mondo. Ciascuno di essi verrà illustrato nel dettaglio in un incontro in programma mercoledì 29 luglio alle 19 a Villa Naldi (prenotazioni: www.vanguard-immobiliare.com).
Giambartolomei, la sua attività è già affermata in Italia e in Paesi esteri, perché rischiare fino al Medio Oriente?
“Prima di tutto tra l’Italia e Dubai ci sono solo 4 ore di volo, quindi non è poi così lontana. La scelta nasce da un costante monitoraggio, attraverso internet e social, del mercato immobiliare di quell’area. Un anno fa sono entrato in contatto con colleghi che operano e abitano a Dubai. Mi hanno aiutato ad approfondire la materia e ho iniziato a capire cosa accade e che realtà siano gli Emirati Arabi Uniti”.
Per conoscere a fondo una nuova cultura conviene toccarla con mano; vale anche per il mercato immobiliare?
“Assolutamente sì. Il primo consiglio che do ai clienti interessati a investire a Dubai è quello di trascorrerci almeno 15 giorni di ferie. Io ci sono andato a febbraio, poco prima dell’inizio delle ostilità fra Iran, Israele e Usa per conoscere i cambiamenti più recenti del mercato. Ho visitato gli showroom delle imprese e ho trovato un modo di costruire completamente diverso dal nostro. Gli Emirati viaggiano a velocità di realizzazione di edifici, e di conseguenza di pianificazione del proprio futuro, dieci volte superiore a quella dell’Italia e dell’Europa. Dubai è una città costruita sul deserto che in poche decine di anni è diventata un’icona mondiale”.
Celerità e innovazione, però, comporteranno nel prodotto finito costi molto elevati.
“Solo nel 2025, il mercato immobiliare di Dubai è cresciuto del 18%. Ciò significa che un appartamento comprato a luglio 2025 a 100mila, oggi ne vale 118mila. Uno comprato 15 anni fa, oggi frutta 5 volte tanto. Il prezzo medio al metro quadrato del nuovo a Dubai è l’equivalente di 4.900 euro. Una cifra sorprendente considerato che in certe zone di Milano Marittima, Cervia, Cesenatico o Rimini, certe costruzioni costano di più. L’appartamento in un grattacielo di lusso con servizi di ogni genere - dal portiere ai manutentori; piscina, palestra o campo da golf privato - a Dubai costa meno di un immobile ristrutturato degli anni Settanta a Milano”.
Da cosa dipendono questi dati?
“Dai vantaggi consentiti dalla legge e dal mercato degli Emirati. Nel 2026, il piano regolatore di Dubai è ancora a metà. Questo porta ad affermare che, salvo l’inasprimento delle tensioni geopolitiche, investire adesso potrebbe garantire una rivalutazione simile a quella degli ultimi 15 anni. Altro punto di forza sono i rendimenti degli affitti, che a Dubai sono il doppio di quelli italiani e non vengono tassati. Come le plusvalenze”.
Quindi trasferirà la sua agenzia nel Golfo Persico?
“Io presterò le consulenze sempre dalla mia sede di Cesena; alle pratiche e ai monitoraggi in loco ci penseranno i miei collaboratori di stanza a Dubai. Perché è fondamentale conoscere il territorio, le sue regole, il mercato ed essere aggiornati sulle nuove proposte. Che lì sono all’ordine del giorno. Quotidianamente vengono fatti lanci di nuovi progetti. Un condominio di cento appartamenti lanciato adesso potrebbe registrate il sold out delle unità nel giro di due ore. E quindi si passa al lancio successivo. Inoltre, la prassi del mercato emiratino vede il 90% degli acquisti conclusi su carta. Quando il fabbricato, di fatto, ancora non c’è”.
Se dovesse convincere qualcuno a vivere a Dubai cosa direbbe?
“Prima di tutto di dimenticare il pregiudizio sui popoli arabi. Dubai è una città estremamente occidentalizzata. Le donne non sono obbligate a coprirsi capo e volto; se lo ritengono possono girare per le strade in costume. Non conosce criminalità perché il livello di sicurezza è altissimo. Esistono delle regole rigide come il divieto di consumare alcolici per strada, ma sono funzionali a preservare il decoro urbano e a mantenere uno standard di vivibilità della città elevato”.