Il Comune ha riconosciuto un contributo di 15mila euro alla Diocesi di Cesena e Sarsina per coprire, almeno in parte, le spese sostenute per l’accoglienza notturna delle persone senza fissa dimora nella struttura in piazzetta Don Giovanni Ravaglia, accanto alla chiesa dei Servi, a due passi dal teatro Bonci. Si tratta di una sistemazione temporanea, che si è resa necessaria perché il dormitorio precedente si trovava all’interno del palazzo Roverella, sottoposto ai ben noti lavori di riqualificazione e metamorfosi.
In futuro il prezioso servizio per i senzatetto non tornerà tra quelle mura, in via Strinati, 59, dove è rimasto fino al trasloco effettuato nel novembre 2023, ma non resterà neppure dove è stato trasferito a seguito di un protocollo d’intesa che fu siglato tra Comune e Diocesi nel settembre 2023, per utilizzare provvisoriamente spazi di quello che è denominato complesso del Santuario dell’Addolorata. Il servizio è stato dato in gestione alla cooperativa “Piazza Grande”.
La Diocesi ha segnalato l’esigenza di rientrare in possesso dei locali non più tardi nel prossimo mese di luglio, rendendo necessario trovare un’alternativa. Ora che è stata ultimata la costruzione del nuovo polo scolastico dell’Osservanza e hanno trovato posto lì i bambini che erano ospitati nell’edificio a Porta Fiume, l’amministrazione comunale ha deciso che proprio in quella vecchia ex scuolina le persone senza fissa dimora troveranno un letto al caldo.
Si tratta di un immobile che risale all’inizio del Novecento. Sorto come abitazione civile, fu anche usato come caserma dei carabinieri nel dopoguerra e da ultimo diventò una scuola dell’infanzia, che è rimasta attiva fino a giugno 2025. Realizzando lavori da 50mila euro per rendere la struttura idonea al nuovo utilizzo, a partire dal rifacimento delle docce, che sono a misura di bambino, quello stabile verrà messo a disposizione di chi non ha una casa, con una disponibilità di 30 letti.
Tra l’altro, quell’edificio a Porta Fiume è munito anche di un giardino interno, che può migliorare la qualità della vita quotidiana degli ospiti rispetto all’attuale sistemazione e a quella precedente, restando però sempre alle porte del centro storico.