Cesena, dopo 28 anni cambia il regolamento per utilizzare le palestre scolastiche

Cesena

La sua entrata in vigore risaliva al 5 ottobre 1998. Dopo quasi trent’anni, il Comune di Cesena ha deciso di aggiornare il regolamento comunale per la concessione in uso temporaneo delle palestre di cui sia titolare o di cui abbia disponibilità da altri Enti. Una scelta dettata dalla nascita e dal conseguente interesse verso nuove discipline e dalla crescita di quelle tradizionali che negli anni hanno consolidato la loro presenza sul territorio. «L’obiettivo dell’Amministrazione – ha spiegato l’assessore allo sport Christian Castorri durante la presentazione alla terza Commissione consiliare della delibera che vorrebbe introdurre l’aggiornamento normativo – è creare le condizioni affinché tutte le associazioni sportive possano esercitare le loro attività negli spazi pubblici».

Forme di gestione

La principale novità riguarda le forme di gestione delle palestre pubbliche. Con il nuovo assetto regolamentare potrebbe rimanere nelle mani del Comune concedendo gli spazi per un uso temporaneo in orari e giorni fissi stabiliti con le singole associazioni; oppure essere affidata direttamente alle realtà sportive. In questo secondo caso, i soggetti verrebbero selezionati mediante richiesta che dovrebbe essere effettuata secondo modalità, tempi e criteri indicati dall’Amministrazione.

Selezione

Tra i criteri di valutazione delle istanze, la continuità operativa resterebbe il più rilevante. Garantendo all’associazione che abbia registrato il numero più alto di iscritti l’anno precedente il punteggio massimo. Fattore che per Fratelli d’Italia potrebbe «ridurre le possibilità delle nuove realtà sportive che non abbiano consolidato la loro presenza nel tempo». Altri parametri sarebbero: le affinità delle singole attività con la specializzazione della palestra; il livello del campionato cui partecipano le società interessate; il numero di iscritti alla attività di base; la presenza e consistenza di una Under 18; di una Under 70 e la maggiore vicinanza della sede del richiedete alla palestra.

Durata

A cambiare sarebbe anche la durata della concessione temporanea, che da un anno passerebbe a tre «per consentire una maggiore e migliore programmazione alle associazioni» ha motivato Castorri. L’allungamento non convincerebbe FdI, che ha chiesto «maggiore flessibilità» perché «potrebbe comprimere l’alternanza fra i concessionari». Ipotesi scongiurata dall’assessore in quanto «non c’è la possibilità di concedere nuove o più ore di sfruttamento delle palestre; pertanto continuare a indire un bando ogni anno si sarebbe rivelata una spesa inutile». Verrebbe, inoltre, prevista la possibilità di concedere gli impianti anche durante l’estate. A una tariffa ridotta del 25% per l’esclusione del costo delle pulizie che sarebbe integralmente a carico del concessionario.

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